IL FATTO

Gatti e Febbo: «Ciapi, nessuna chiusura»

Un ruolo nella formazione, ma con meno personale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1364

Gatti e Febbo: «Ciapi, nessuna chiusura»




ABRUZZO. «Contrordine: il Ciapi non chiude. Al contrario sarà invece rilanciato con il Piano industriale già presentato dal commissario Pino Mauro. Che non si dimette o meglio le cui dimissioni già presentate non saranno accolte. Anzi non sono state nemmeno discusse perché gode della più ampia fiducia della Giunta regionale».
 Non credevano quasi ai loro orecchi i rappresentanti di Cisl, Cgil e Confsal ed il direttore Paolo Cacciagrano che ieri sono stati ricevuti dall’assessore Paolo Gatti. Dopo mesi di richieste di incontro e dopo aver sollecitato in tutti i modi la Regione per ottenere assicurazioni sul futuro del Ciapi che sembrava condannato ad una lenta ed inevitabile eutanasia, ieri finalmente è arrivato il via libera al salvataggio. Infatti «la chiusura è esclusa – confermano in una nota congiunta lo stesso Gatti e l’assessore Mauro Febbo – la priorità è salvaguardare i lavoratori. La prossima settimana ne discuteremo nei dettagli con il professor Mauro».
 Il quale contattato conferma che si parlerà del suo Piano industriale in termini di concretezza e fattibilità: «il problema è abbastanza semplice nella sua ovvietà – spiega - è giusto che i sindacati facciano la loro battaglia a difesa dei posti di lavoro, ma il futuro del Ciapi è di operare in un sistema di libera concorrenza per la formazione. Quindi non ha futuro se si presenta sul mercato con 36 dipendenti. Strutture più importanti e addirittura nazionali hanno molti meno dipendenti. Quindi si tratterà di favorire l’esodo del personale con i prepensionamenti, con i trasferimenti in altre strutture, insomma con un “dimagrimento” complessivo dell’Ente. In questo modo il Ciapi potrà esprimere tutte le sue potenzialità ed essere di valido supporto alla Regione nella formazione».
 Insomma il rilancio del Ciapi avverrà con una vera e propria riconversione, come peraltro avevano già chiesto Cisl, Cgil, Uil e Confsal allarmati da notizie poi risultate infondate sulla volontà dell’assessore Gatti di chiudere la struttura a causa dei debiti provocati dalle gestioni (politiche) degli anni precedenti.
Ora il salvataggio potrebbe passare attraverso un ruolo di promozione e controllo della formazione regionale affidato al Ciapi, che è un Ente partecipato al 98% dalla Regione.

Sebastiano Calella