INCHIESTA E VELENI

La moglie di De Fanis non crede al tentato omicidio: «stanno distruggendo un uomo»

Parla la donna dopo le rivelazioni della segretaria

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La moglie di De Fanis non crede al tentato omicidio: «stanno distruggendo un uomo»




ABRUZZO. Una lettera aperta per difendere il marito, per spiegare che lei si sente al sicuro con quell’uomo che ha conosciuto 37 anni fa e che oggi non solo è accusato di concussione ma anche di tentato omicidio ai suoi danni.
A parlare è Rosanna Ranieri, moglie dell’ex assessore alla Cultura, Luigi De Fanis, agli arresti domiciliari dal 12 novembre. Da quel giorno marito e moglie vivono sotto lo stesso tetto, nella loro casa di Montazzoli, dove in passato De Fanis è stato anche sindaco dal 1990 al 1995. La donna in questi mesi ha dovuto subire di rimbalzo non solo i problemi giudiziari del coniuge ma anche i racconti di quel rapporto d’amore tra suo marito e la segretaria Lucia Zingariello, anche lei arrestata a metà dicembre ma da qualche settimana indagata a piede libero. E poi ancora un presunto contratto d’amore stipulato tra i due, mai entrato però negli atti dell’inchiesta.
Poi due giorni fa la notizia che la procura di Pescara ha aperto uno stralcio su quell’indagine proprio a seguito delle dichiarazioni di Zingariello che ha raccontato al pm Giuseppe Bellelli «De Fanis voleva uccidere sua moglie, voleva avvelenarla».
Così Rosanna Ranieri prende carta e penna e scrive una lettera ai giornali. «Ho conosciuto mio marito Gigi ai tempi del liceo», scrive, «quando avevamo 17 anni da allora non ci siamo più lasciati.... una vita trascorsa insieme, superando le difficoltà che di volta in volta ci si fronteggiavano, dapprima con l 'energia e l'incoscienza dei giovani, poi con la maturità di una coppia adulta e collaudata».
Una vita, racconta ancora la donna, «che ci ha dato tanto ma che ci ha messo anche duramente alla prova, facendoci provare prima di oggi il dolore per una disgrazia tremenda ed innaturale».

Il riferimento è alla morte del figlio Orazio, morto in un incidente stradale il 12 novembre del 2007. Sei anni dopo, proprio il 12 novembre, l’arresto dell’assessore.
«Dopo di allora», continua la donna, «ovviamente i valori, i sentimenti, i rapporti con gli altri hanno subito dei cambiamenti; Gigi ha cercato ancor più distrazione nella attività politica ed amministrativa, si è dedicato al sociale e bene pubblico con disinteresse con slancio e generosità; gli stessi che aveva quando l'ho conosciuto : 37 anni fa. Non so cosa sia successo dopo , non credo comunque a tutto quello che gli viene contestato e spesso mi chiedo se anche io come donna e come moglie, possa avere qualche responsabilità; mi chiedo se ce stato un qualche segnale di disagio che non ho saputo cogliere; è un pensiero, questo, che spesso mi tiene sveglia. Oggi ci troviamo a vivere quest'altra tremenda esperienza ancora una volta uniti ed anche questa volta con l' energia e la forza di sempre; energia e forza che ci provengono da quel sentimento immutato di coppia».
E poi il riferimento alle accuse per tentato omicidio, una ipotesi su cui adesso la magistratura dovrà provare a fare chiarezza: «sapere che Gigi è indagato per aver tentato di uccidermi è una cosa che, in altri tempi , mi avrebbe fatto ridere ma che oggi, con tutto quello che è stato scritto di mio marito, mi da ancor di più la conferma di come si possa distruggere un uomo. Mi hanno spiegato che, probabilmente, questa indagine che mi vede come parte offesa sia un atto dovuto da parte della Procura e che è evidente come anche per la magistratura io non corro alcun rischio, visto che convivo con mio marito sotto lo stesso tetto; spero allora che il pm faccia presto a chiudere questa indagine e ad archiviarla, in modo da restituire a me e Gigi un po' di serenità».

 

DE FANIS SCRIVE ALLA PROCURA: «VOGLIO ESSERE ASCOLTATO»
L'ex assessore alla Cultura della Regione Abruzzo Luigi De Fanis ha fatto depositare presso la Procura di Lanciano una lettera, a sua firma, con cui chiede al pm Rosaria Vecchi se corrisponda a verità l'esistenza di un fascicolo nei suoi confronti con l'accusa di tentato omicidio della consorte. 
In tal caso De Fanis, che dice di aver appreso dalla stampa delle nuove indagini, fa sapere che intende mettersi a disposizione della magistratura per l'interrogatorio, previa autorizzazione del gip di Pescara. Per la difesa De Fanis ha nominato gli avvocati Domenico Frattura e Massimo Cirulli, che già lo rappresentano nell'inchiesta della Procura di Pescara "il Vate", nell'ambito della quale è finito agli arresti domiciliari nel novembre scorso per concussione. L'inchiesta pescarese verte sull'erogazione di contributi regionali per l'organizzazione di eventi culturali; il fascicolo aperto a Lanciano ne è uno stralcio.
DE FANIS SCRIVE ALLA PROCURA: «VOGLIO ESSERE ASCOLTATO»

 

L'ex assessore alla Cultura della Regione Abruzzo Luigi De Fanis ha fatto depositare presso la Procura di Lanciano una lettera, a sua firma, con cui chiede al pm Rosaria Vecchi se corrisponda a verità l'esistenza di un fascicolo nei suoi confronti con l'accusa di tentato omicidio della consorte. In tal caso De Fanis, che dice di aver appreso dalla stampa delle nuove indagini, fa sapere che intende mettersi a disposizione della magistratura per l'interrogatorio, previa autorizzazione del gip di Pescara. Per la difesa De Fanis ha nominato gli avvocati Domenico Frattura e Massimo Cirulli, che già lo rappresentano nell'inchiesta della Procura di Pescara "il Vate", nell'ambito della quale è finito agli arresti domiciliari nel novembre scorso per concussione. L'inchiesta pescarese verte sull'erogazione di contributi regionali per l'organizzazione di eventi culturali; il fascicolo aperto a Lanciano ne è uno stralcio.

TORNA IN LIBERTA’ ROSA GIAMMARCO

Intanto oggi il gip del Tribunale di Pescara ha revocato l'obbligo di dimora a carico di Rosa Giammarco, responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo, coinvolta nell'inchiesta "Il Vate". La inchiesta coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Pescara e dal pm Giuseppe Bellelli mira a far luce sulle modalita' di erogazione dei contributi regionali in base alla legge regionale n.43/73 che disciplina la organizzazione, la adesione, e la partecipazione a convegni, ed altre manifestazioni culturali.