IL FATTO

La Croce rossa di Vasto cerca ambulanze in prestito

Trasporto malati a rischio senza mezzi sufficienti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4034

La Croce rossa di Vasto cerca ambulanze in prestito




CHIETI. «Ci prestate la vostra ambulanza?» ha chiesto la Croce rossa di Vasto al Comune di Castiglione Messer Marino.
«Non possiamo, serve a noi per i servizi di Protezione civile gestiti dalla Val Trigno» ha risposto l’amministrazione comunale per bocca del vicesindaco Giulio Petta. Questo dialogo, a dir poco surreale alla luce della decisione della Asl di Chieti di affidare solo alla Croce rossa il trasporto dei malati, è stato confermato dallo stesso vicesindaco che ha aggiunto: «Sì, la richiesta c’è stata, ma noi avevamo già votato la delibera, che peraltro è ancora affissa all’albo, sul rapporto con la Val Trigno».
 E la storia di questa ambulanza è addirittura più complessa.
Sembra, infatti, che il Comune – dopo averla acquistata e dopo averla affidata alla Cri – se la sia ripresa proprio per soddisfare meglio le richieste dei cittadini.
Questa strana richiesta di “nuovo prestito” apre uno squarcio sulla completezza dell’istruttoria che la Asl avrebbe effettuato prima di affidare l’incarico da 2 mln («dinamici», come si legge in delibera) ai Comitati provinciali della Cri di Chieti, Lanciano e Vasto. Da quello che si può capire, forse i conti sui mezzi disponibili non erano molto precisi. Così come sembra che altri aspetti non siano stati approfonditi adeguatamente. Vedi i requisiti che le ambulanze debbono possedere per alcuni trasporti, secondo la normativa approntata dal Ministero dei trasporti, e vedi anche i requisiti per la patente degli autisti. Insomma non basterebbe uno dei corsi accelerati che la Cri organizza con i volontari per abilitare mezzi e personale al soccorso ed al trasporto malati. Eppure la delibera della Asl di Chieti assegna rimborsi che secondo i calcoli forniti dalla concorrenza (cioè le altre Associazioni di volontariato che sono state estromesse da questa attività) sono molto, ma molto più gravosi per le casse della Asl rispetto a quanto ha speso fino ad oggi.
Cioè quasi il doppio del costo previsto dal decreto Baraldi su questa organizzazione del trasporto malati. Un decreto che però è stato frettolosamente dichiarato “superato” nella parte economica dove si risparmiava, tanto che insieme al ricorso al Tar ormai pronto contro la delibera Asl, è già partita una segnalazione alla Corte dei conti dell’Aquila.

Sebastiano Calella

ASL Doc Vari Convenzione CRI