POLITICA

Elezioni Abruzzo: Il centrosinistra parte con il piede sbagliato

E’ già rottura a Pineto tra Sel e Pd

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LUCIANO D'ALFONSO E SILVIO PAOLUCCI

D'Alfonso e Paolucci




ABRUZZO. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Allora il centrosinistra inizia molto male e la strada verso le prossime elezioni si fa in salita.
L’idea di una coalizione di centrosinistra compatta con un unico candidato presidente si fa una ipotesi ad oggi remota visti i mal di pancia che aleggiano in seno ad una coalizione dalle mille anime e dalle mille istanze.
Il Pd finalmente ufficializza quello che non poteva non essere: si faranno le primarie per scegliere il probabile sfidante di Chiodi. Sel però non ci sta alle primarie tutte giocate in casa pd  si sente escluso dalla partita. Pare che gli errori del passato non siano serviti e così il centrosinistra che parte avvantaggiato nella competizione elettorale rischia grosso specie in vista di un accordo molto probabile nel centrodestra tra le nuove formazioni dell’ex Pdl.
   Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd ormai dal lontano 2008 è chiaro: il Pd farà le primarie. Sui nomi dei candidati però è ancora riserbo mentre rimane una incognita il nome di Luciano D’Alfonso candidato presidente.
«Le Primarie sono per noi uno strumento imprescindibile per la scelta delle leadership istituzionali, per rimettere in sintonia le istituzioni e le comunità, in un tempo in cui il distacco tra cittadini e politica e la sfiducia si allargano sempre di più. Il 25 maggio in Abruzzo», dice, «ci giocheremo la partita finale, i cittadini saranno chiamati al voto per la Regione e per molti comuni importanti».
Gli elettori del Pd saranno chiamati «a pronunciarsi sui candidati sindaci delle città capoluogo e sul candidato Presidente della Regione».
 Sempre nel giorno delle primarie però ci sarà una piccola innovazione: chi voterà dovrà anche pronunciarsi sulle priorità programmatiche per l'Abruzzo 2019.
Una novità non del tutta originale che ricorda molto le iniziative del M5s che cercano di allargare la base e le decisioni con il coinvolgimento degli elettori.
Dunque primarie per la Regione e per i Comuni capoluogo dove si voterà.


Intanto però a Pineto il Pd si farà le primarie in casa con tanto di esclusione della componte della sinistra della coalizione (vedi Sel).
«A Pineto», dice il circolo locale, «la rottura in seno all’ex-giunta Monticelli (con l’esclusione delle forze della sinistra) e la volontà del gruppo dirigente democratico di rispolverare la “vocazione maggioritaria” di veltroniana memoria (con annessa sconfitta assicurata) hanno prodotto consultazioni primarie del solo Pd. Come Sinistra Ecologia Libertà e Comunisti Italiani vogliamo dire al popolo progressista pinetese di operare un’attenta riflessione : le primarie del 19 gennaio non sono le primarie del centrosinistra, perché allo stato attuale il centrosinistra a Pineto non esiste».
C’è aria di baruffa a Pineto dove Sel è chiaro : «c’è un PD che pretende, sbagliando, di essere autosufficiente da un lato e le forze della sinistra alternativa (oltre che l’attivismo dei movimenti civici) dall’altro. Questa divisione vede le principali responsabilità proprio del partito di Pallini e Verrocchio, che oggi si sfidano su un terreno di sostanziale continuità con l’amministrazione uscente».
Dunque per ora nessuna corsa comune. Il Pd vuole tutta la torta. Scelta vincente?