SANITA'

Manager Asl in fuga dall’Abruzzo

Sono candidati a dirigere le aziende sanitarie nel Lazio

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Manager Asl in fuga dall’Abruzzo




ABRUZZO. Fuga dall’Abruzzo oppure alcuni direttori in carica o che comunque hanno incarichi direzionali nella nostra regione sono veramente i più bravi?
Basta scorrere i 54 nomi della lista da cui la Regione Lazio sceglierà i propri manager o i direttore sanitari e amministrativi delle Asl laziali: si scoprono due manager in carica, Claudio D’Amario (Pescara) e Francesco Zavattaro (Chieti), due direttori amministrativi Lara Figorilli (Teramo) e Silvia Cavalli (L’Aquila), ma anche Angelo Tanese (per pochi mesi direttore amministrativo a Chieti) e Michele Caporossi (manager della Asl di Lanciano). Questo elenco è il risultato di una scrematura che partendo da 700 aspiranti circa, e passando prima a 500 e poi a 180, è arrivata a questi 54 super candidati con età media 54 anni e con 21 aspiranti che giocano in casa, essendo laziali, e 29 che provengono da altre regioni. 

In realtà nelle graduatorie precedenti erano presenti anche altri nomi noti, come Paolo Menduni, Giovanna Baraldi e Giuseppe Zuccatelli, per citare i più conosciuti. Poi – o per la mancata presentazione alle prove successive o per qualche bocciatura – la pattuglia degli abruzzesi si è ridotta a quattro più due. Infatti la scrematura è avvenuta attraverso prove psico attitudinali, tesine su argomenti a scelta tra quelli proposti ed un colloquio finale molto selettivo con una commissione di “cacciatori di teste”. Si trattava di un gruppo di esperti nella selezione del personale e nell’esame della preparazione tecnica e professionale, provenienti dalla Bocconi, dall’area della sanità Toscana e dall’Agenas. Forse il momento più difficile da superare per i due manager poi classificatisi è stato il colloquio motivazionale: “perché ha chiesto di partecipare? Lascerebbe l’Abruzzo in caso di nomina?” Non è dato sapere con precisione quali siano state le risposte di Zavattaro e di D’Amario, anche se qualche ipotesi si può azzardare. Per il primo è facile intuire che la fuga da Chieti sarebbe una vera e propria via di fuga dalle grane, visto lo stato comatoso (attualmente “di stato di agitazione del personale”) della Asl, non tutto dovuto al manager che è stato messo di fronte all’unificazione frettolosa delle due precedenti aziende sanitarie di Chieti e Lanciano-Vasto. D’Amario invece si sarà nascosto dietro la frase generica “mi volevo mettere alla prova”, visto che attualmente è molto impegnato su due progetti: l’apertura in primavera della Rianimazione più grande d’Italia (mille mq, con reparti pediatrici e per l’espianto degli organi) e l’inaugurazione della “fattoria” delle cellule staminali. Più facile rispondere per Silvia Cavalli, che ha già traslocato da Chieti, e per Lara Figorilli, per la quale l’avventura romana sarebbe comunque una promozione. Così come per Angelo Tanese, che tornerebbe a giocare in casa a livelli più alti e per Michele Caporossi, già manager a Lanciano ed attualmente nelle Marche: tornerebbe infatti (con la sua chitarra) a dirigere di nuovo un’azienda sanitaria importante, dopo essere stato esautorato troppo in fretta ed un pò superficialmente dal centrodestra abruzzese.


Sebastiano Calella