SANITA'

Abruzzo, Chiodi: «1900 assunti nelle Asl da sblocco del turnover»

Dal 2010 ogni Azienda ha assunto quasi 500 persone

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Gianni Chiodi

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ABRUZZO. «Il pareggio di bilancio raggiunto nel 2010, mantenuto per tre anni consecutivi, ci ha consentito lo sblocco del turnover e le nostre Asl hanno potuto assumere 1.900 professionisti, tra medici, infermieri e personale tecnico-amministrativo. Un risultato che forse poche regioni in piano di rientro possono vantare».
Gianni Chiodi replica così alle polemiche sul nuovo piano operativo modificato il 30 dicembre, dopo aver firmato gli ultimi nulla osta per le assunzioni del 2013.
«Questi 1.900 assunti - spiega Chiodi - comprendono sia il turnover sia la trasformazioni a tempo indeterminato di precedenti rapporti di lavoro precario. Ritengo infatti che una sanità di qualità si possa costruire solo con personale qualificato, oltre che con attrezzature d’avanguardia. Per questo uno dei miei obiettivi è quello di dare stabilità al personale sanitario in modo che uscendo dall’incertezza del precariato possa specializzarsi e generare aree di eccellenza. Di questi 1.900 assunti, ben 633 sono quasi tutti medici e 1.276 provengono dal comparto e per lo più si tratta di infermieri. In media ogni Asl ha assunto, da settembre 2010 ad oggi, più di 470 unità di personale. Prima all’Abruzzo era vietato il turnover, sbloccato parzialmente dal 2010 e poi in modo più ampio nel 2011 e nel 2012, oggi fino al 2015 non ci sono blocchi al turnover ed il P. O. prevede un investimento di 6 mln per le assunzioni». 

In sostanza questo è uno degli effetti positivi della sistemazione dei conti in sanità, ma numeri e statistiche fotografano sempre e soltanto un aspetto della realtà e non tutta. Ne sa qualcosa il paziente che al Cup di Pescara fa tre ore di fila, perché in questa Asl – che è l’unica ad avere personale interno agli sportelli – per questo servizio mancano almeno 30 unità lavorativa. Quale gioia per i progressi dell’assistenza sanitaria potrà esprimere chi a Chieti prenota visite ed esami ad un anno o anche due di distanza, mentre il personale del Cup – tra l’altro tutto precario - viene tagliato? Perché a Chieti si fa la fila in Cardiochirurgia mentre la nuova struttura costata 50 mln che doveva essere pronta a Natale 2011 oggi (2014) è ancora in fase di collaudo? E si potrebbe continuare. In realtà tenere d’occhio i conti serve, ma distrae dal pensare alle persone per le quali – tra liste di attesa e mobilità passiva - la “sanità percepita” è sicuramente più negativa di queste statistiche. Allora invece di insistere con i numeri che registrano più medici e più infermieri in Abruzzo rispetto alle medie nazionali (non ce ne eravamo accorti), sarebbe più onesto comunicare che con questi chiari di luna e con i soldi disponibili non si può dare tutto a tutti, ma il giusto a chi ne ha bisogno, iniziando dai più deboli. Infatti la sanità pubblica che si fa pagare, raggiungendo il pareggio del bilancio con i ticket e le compartecipazioni a carico di pensionati e disoccupati non è proprio il massimo del welfare. 

Sebastiano Calella