IL CASO

Abruzzesi all’estero contro Chiodi: «ci ha denigrato e fatto passare per parassiti»

Palmerini: «dichiarazioni avventate e poco rispettose»

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Abruzzesi all’estero contro Chiodi: «ci ha denigrato e fatto passare per parassiti»




ABRUZZO. Nella conferenza di fine anno il presidente Gianni Chiodi ha lanciato un messaggio preciso: «basta con le gite del Cram» il consiglio regionale degli abruzzesi all’estero. Basta ai finanziamenti e con le trasferte dei politici locali a spese della collettività.
Le dichiarazioni del governatore hanno scatenato diverse reazioni da parte di chi si è sentito offeso da certe affermazioni.
Come Goffredo Palmerini componente del CRAM per l’Osservatorio dell’Emigrazione che definisce infelici le esternazioni del presidente: «Non sono state una cosa bella, per niente, queste dichiarazioni avventate e poco rispettose per gli Abruzzesi nel mondo. Quegli stessi Abruzzesi che hanno dato una straordinaria prova di vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto del 2009, con l’attenzione ai bisogni dell’emergenza e con i loro aiuti materiali, che hanno superato i 100 milioni di euro. Quegli Abruzzesi cui spesso non è pervenuta neanche una lettera di ringraziamento. Per conoscere questo mondo dell’emigrazione ci vuole umiltà, studio delle realtà, sensibilità, disposizione e curiosità intellettuale. Si scoprono comunità tenaci e coese in tutto il mondo, talenti e personalità di vaglia che illustrano la loro terra d’origine, dando onore e prestigio all’Italia e all’Abruzzo»
Per Palmerini Chiodi avrebbe avuto 5 anni, con i poteri a sua disposizione, per accertare quanto egli presume e denuncia. «Non l’ha fatto. E’ un peccato, perché avrebbe forse potuto scoprire che altre sono le criticità, le “gite” senza costrutto della Regione, non certo un viaggio l’anno dei circa 40 delegati delle comunità abruzzesi nel mondo per tenere la loro assemblea, che sia in Abruzzo o in uno dei Paesi della nostra emigrazione. Peraltro, la sua Amministrazione si è distinta per aver azzerato, nei cinque anni del mandato, lo stanziamento per le politiche dell’emigrazione, facendo poi salti mortali ogni anno per una variazione al bilancio, su proposta dei tre consiglieri regionali nel CRAM per destinare qualche decina di migliaia di euro per le minute spese e per consentire lo svolgimento dell’annuale assemblea dell’organo rappresentativo degli Abruzzesi nel mondo» .

MASTRACCI DALLA SVEZIA: «NON SIAMO PARASSITI»
Ma le dichiarazioni di Chiodi non sono piaciute nemmeno a Luciano Mastracci, presidente dell’Associazione Abruzzesi in Svezia: «vuole farci apparire come dei parassiti che stanno soltanto aspettando soldi da sperperare. Ha usato la parola "gita" riferendosi al viaggio annuale che facciamo per incontrarci in un convegno. Lei non ci va ai convegni?»
Mastracci racconta di aver partecipato all’incontro di Bruxelles in settembre «e le assicuro che è stata una grossa sfacchinata, altro che gita! Ho incontrato i delegati di una trentina di associazioni, ho sentito cosa hanno fatto, le difficoltà che hanno dovuto affrontare, i risultati ottenuti a vantaggio anche e soprattutto economico per l'Abruzzo; i progetti e tutto. E unicamente per amore della nostra regione. Ho avuto anche l'opportunità di far sentire la mia voce e sono tornato a casa pieno d'entusiasmo e ricco di suggerimenti su come poter realizzare in pratica certe idee per attivare uno scambio Svezia-Abruzzo in diversi settori. Ci si alzava presto, ma non per andare in spiaggia o a teatro, e si tornava a casa spossati. Naturalmente abbiamo passato anche dei bellissimi momenti durante pause, pranzi, cene ma perché no? E poi, anche lì, in maniera più rilassata e senza neanche averne l'impressione, si seguitava a lavorare, visto che era sempre l'Abruzzo l'argomento di centro. Signor Presidente, ha ripetuto la parola "gita" cinque volte. Se uno per far valere le sue ragioni deve ricorrere a spicciole soluzioni come la denigrazione e l'alterazione della realtà, il tutto contornato dalla battutina finale per far ridere significa che scarseggia di argomenti validi da esporre. Per convincere della validità della sua decisione ha inoltre parlato di cose poco chiare successe in Brasile anni fa».
Durante la conferenza stampa Chiodi aveva poi lamentato il pressing del cavalier Alloggia, componente del Cram e della Federazione Emigrati Abruzzesi in Svizzera che avrebbe chiesto insistentemente fondi per l’emigrazione ma secondo Mastracci non ci sarebbe stato alcun bombardamento di richieste: «Ho letto le mail che le ha inviato», scrive a Chiodi, «e mi risulta che si sia espressa in altri termini. Mi risulta anche che dal 2009, cioè da quando ha avuto inizio il suo mandato, le associazioni all'estero non abbiano ricevuto individualmente contributi di sorta per il fatto che bisognava ripagare un mutuo per risanare le casse della regione. Adesso, che quel debito è stato azzerato, magari qualche associazione ha osato sperare che da quest'anno avrebbe avuto un aiuto nell'organizzazione di eventi nel paese dove risiede e non doverci rimettere di tasca propria come è spesso avvenuto ultimamente».

FRACASSO DA TORONTO: «SONORO SCHIAFFO MORALE»
Critica nei confronti delle dichiarazioni di Chiodi anche Ivana Santacroce Fracasso, presidente della Federazione Abruzzese di Toronto, consultrice Cram e ideatrice e conduttrice del programma radio “L’eco d’Abruzzo” in onda ogni giovedì sera, da ben 19 anni, sulla stazione radio CHIN che raggiunge le città dell’Ontario: Hamilton, Niagara, St. Catharines ma anche città Nord-Orientali degli Stati Uniti d’America.
La donna spiega di essere rimasta «senza parole» per le frasi di Chiodi. « Quello che noi abruzzesi all’estero nutriamo per la nostra terra è stato da Lei interpretato come un modo di volerne approfittare. Approfittare di cosa, di un viaggio o di una “gita”, come Lei dice? Ma scherza, Presidente? Io ho percepito un suo disinteresse o, ancor di più, una mancanza di rispetto verso gli abruzzesi emigrati. Questa è stata la mia forte impressione». Ivana Santacroce ricorda allora tutto quello che gli abruzzesi in Canada hanno fatto per la loro terra, come raccogliere 700mila dollari per il reparto Immuno-Trasfusionale e il Reparto di Brachiterapia dell’Ospedale San Salvatore. «Dalla Regione nessuna nota di apprezzamento o di gratitudine per tutto questo. Non era certo obbligatorio farlo ma sarebbe lodevolmente rientrato nell’etica professionale e morale di chi della Regione ne è il Governatore. Le sue parole che arrivano come un sonoro schiaffo morale, inducono molti a chiedersi se il nostro continuo prodigarci verso la terra d’origine valga la pena».

CHIODI… LE GITE FORSE RIPARTONO NEL 2015

«La possibilità di rifinanziamento dell'attività del Cram, naturalmente su basi diverse, potrebbe essere presa in considerazione solo a partire dal 2015».

 Lo afferma il presidente della Regione, Gianni Chiodi, in merito al futuro dell'attività dell'organismo del Consiglio regionale che cura i rapporti con le comunità degli abruzzesi all'estero. Il presidente Chiodi è stato costretto ad intervenire dopo che il video con le sue parole ha fatto letteralmente il giro del mondo arrivando nelle case di quegli abruzzesi lontani che non si attendevano di essere trattati così dal “loro” presidente.  

«Il blocco di ogni forma di finanziamento per attività del Cram - spiega Chiodi - è stata imposto dalla situazione della Regione Abruzzo e del Paese che ci ha indicato atre priorità: far fronte alle spese obbligatorie per legge, ai servizi sociali, alla protezione civile, ai trasporti pubblici ed altro. Il tutto - prosegue il Presidente - senza aumentare le tasse ai cittadini e portando a compimento quella politica di risanamento economico e finanziario del bilancio regionale avviata cinque anni fa».  Ma in quest'ottica il Presidente Chiodi apre ad una possibilità di rilancio del Cram «quando verranno liberate risorse che oggi dobbiamo destinare al costo del debito».  Ma, aggiunge Chiodi, «le riunioni del consiglio degli abruzzesi nel mondo, ai quali tutti noi teniamo, si dovranno tenere nella terra d'Abruzzo per il tempo strettamente necessario per i lavori. Questo anche per evitare quello che è una opinione, purtroppo, largamente diffusa tra gli abruzzesi residenti (sedimentatasi per alcune vicende del passato) e cioè: che uno scopo nobile si riduca ad occasioni di viaggio per un numero eccessivo di persone a spese della collettività».

Ad ogni buon conto prima del 2015 ci saranno le elezioni regionali... dunque si vedrà.