L'APPALTO

La Asl di Chieti affida alla Cri il trasporto dei malati

Politici e sindacato perplessi per la convenzione da 2 mln

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La Asl di Chieti affida alla Cri il trasporto dei malati




CHIETI. Una delibera della Asl di Chieti assegna alla Croce rossa circa 2 mln di euro per il trasporto dei malati. L
a cifra è solo “stimata” e per la precisione è di 1 milione e 770 mila euro, suscettibile di aumento anche consistente nel caso in cui la Cri dimostrasse di aver operato con più personale a bordo delle ambulanze e con un numero di interventi maggiore di quelli stimati. Insomma, come dice la delibera, si tratta di un importo “dinamico”. Il che rende indeterminato questo impegno di spesa della sanità teatina che secondo la Asl può prescindere dai vincoli dei decreti commissariali, in particolare quello sull’emergenza-urgenza, e dal Programma operativo 2013-2015. Infatti questo ultimo provvedimento non “reitera” le disposizioni del precedente sub commissario Giovanna Baraldi che aveva assegnato i trasporti sanitari anche alle Misericordie ed alle Croci di vario colore presenti in Abruzzo. Il servizio affidato dalla delibera (adottata il 30 dicembre ed immediatamente esecutiva) è stato individuato attraverso riunioni “operative” della Asl con il direttore amministrativo regionale della Cri e con i presidenti dei comitati locali di Chieti, Lanciano e Vasto che risultano gli affidatari dei trasporti, secondo la Convenzione allegata alla delibera. Il tutto perché la Asl di Chieti ha “preso atto della necessità di addivenire allo svolgimento delle attività di trasporto sanitario tanto in materia di urgenza/emergenza che di altri trasporti sanitari”. Sempre in delibera si apprende che la decisione è stata adottata sul filo di lana del passaggio tra la vecchia Cri, destinata alla rottamazione, e la nuova Cri riformata dal primo gennaio 2014. Lo dice la stessa Asl quando evidenzia che secondo lo Statuto vigente fino al 31 dicembre la Cri “può concorrere con il proprio personale all’adempimento dei compiti del Servizio sanitario nazionale attraverso convenzioni” e quando sottolinea che lo stesso può avvenire dal primo gennaio 2014 con la nuova Cri. Il che non contribuisce a chiarire perché tanta fretta a stipulare una convenzione solo per un giorno secondo il vecchio Statuto, e per tre anni - fino al 2016 - con il nuovo Statuto.

UNA DELIBERA PREPARATA DA TEMPO E SVINCOLATA DAI TAGLI DELLA SANITÀ
Misteri della burocrazia? Non proprio. Forse – meglio – una gestione extra-territoriale da parte della Asl teatina che con varie motivazioni ritiene di poter prescindere dalle linee guida dell’Ufficio commissariale. A meno che il tutto non sia avvenuto anche con la benedizione di Gianni Chiodi, visto che sull’argomento era stato sensibilizzato dal consigliere regionale Emidio Nasuti e dall’assessore Mauro Febbo che volevano tutelare i posti di lavori in pericolo nella provincia di Chieti per il passaggio di questi trasporti dagli attuali gestori alla Cri. La preoccupazione infatti è che per dare lavoro alla Croce rossa, rischiano il loro posto autisti, infermieri e personale in genere delle altre Associazioni che finora hanno svolto lo stesso servizio da molti anni ed in particolare dal 2011 con il provvedimento del sub commissario Giovanna Baraldi. La motivazione ufficiale della Asl sembra essere quella dell’impossibilità di prorogare le altre convenzioni, almeno stando a quello che è stato riferito al sindaco di Atessa Nicola Cicchitti, che – allertato dalle associazioni non Cri del suo territorio – aveva fatto visita al manager Francesco Zavattaro proprio la mattina del 30 dicembre scorso proprio per scongiurare questa nuova Convenzione.

LE PERPLESSITA’
«Io ho chiesto chiarimenti a tutela dei posti di lavoro della mia zona – chiarisce il sindaco di Atessa – e mi riservo di verificare se quanto mi è stato riferito risponde a verità, cioè che non è consentito l’affidamento diretto senza gara. Insomma mi aspettavo una gara e non questa delibera».
Stesso tono preoccupato per il consigliere regionale Nasuti: «L’anomalia abruzzese delle ambulanze non di proprietà della Regione viene da lontano – commenta – ma nelle more di chiarire bene il problema, avevo chiesto a Chiodi di soprassedere, anche perché non è chiaro che fine faranno i dipendenti che perdono il posto».
Ma ci sono altri aspetti che suscitano qualche perplessità: quando è stato presentato il decreto sull’emergenza-urgenza, a precisa domanda la risposta del sub commissario Giuseppe Zuccatelli era stata che «se si tratta di attività di emergenza la priorità del rapporto di lavoro spetta alla Croce rossa. Per tutti gli altri trasporti programmabili è invece necessaria una gara ad evidenza pubblica».

Il che non è avvenuto con questa delibera, firmata dall’Istruttore: Andrea Tisselli e controfirmata dal Responsabile del procedimento: Andrea Tisselli e dal Responsabile della Funzione proponente che attesta la legittimità e la regolarità dell’atto: Andrea Tisselli. Nella convenzione si parla infatti, oltre che di Pronto soccorso e di 118, del trasporto di sangue, di quello intraospedaliero, del trasporto dei dializzati, di trasporto navetta e della Guardia medica turistica. Solo i trasporti “residuali” – si legge in delibera – saranno a disposizione degli altri con una gara.
«Secondo la Cisl – commenta Gabriele Martelli, responsabile provinciale di Chieti – per tutti i servizi pubblici la gara va fatta comunque. E questa delibera mi sembra un pò frettolosa». Ma le perplessità non si fermano qui: in passato ci sono state polemiche per la gestione del personale delle ambulanze della Croce rossa.
Non solo per l’esposto presentato alla Gdf da un autista volontario Cri licenziato (e di cui alla Procura della Repubblica di Chieti si è persa traccia), quanto per le critiche agli orari di lavoro degli autisti ai quali veniva chiesto un supplemento di lavoro “volontario” dopo quello pagato.
Sebastiano Calella