CRISI E IMPRESE

Confesercenti Abruzzo:«Nel 2014 tasse e imposte pesano per il 60% sui guadagni»

L’aumento delle tasse non fa altro che peggiorare la crisi deprimendo i consumi

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Confesercenti Abruzzo:«Nel 2014 tasse e imposte pesano per il 60% sui guadagni»




ABRUZZO. Si guadagna 100 ma lo Stato se ne riprende 60. Sarebbe questo il rapporto calcolato dalla Confesercenti Abruzzo “tutto dentro” calcolando tasse statali, imposte locali e altri balzelli. Un record che non ci invidia nessuno e che non fa altro che aumentare la depressione e la crisi già pesantissima come non si ricordava da decenni.
«Da mesi ci viene detto che siamo alla viglia di una riduzione delle tasse grazie ad una prodigiosa opera di risanamento dei conti pubblici regionali», dice il direttore regionale di Confesercenti Abruzzo Enzo Giammarino, «ora che è stato approvato il bilancio della Regione e sono chiari anche i bilanci dei Comuni, ci chiediamo dove sia questa riduzione».
«Alle imprese non può essere detto di pazientare per poi essere messe sempre in attesa» sottolinea Giammarino «il tempo è davvero scaduto e non ci sono gli effetti annunciati. L'Abruzzo si avvia a superare ogni record di tassazione, che con gli aumenti mostruosi delle imposte locali nel 2014 e con le aliquote massime, sfiora ormai il 60 per cento degli incassi delle piccole e medie attività economiche, sulle quali grava anche un costo del denaro senza precedenti e la sostanziale assenza di interventi pubblici».

Facili previsioni dicono che gennaio sarà un mese drammatico, con gli aumenti Tares decisi dai Comuni, che a volte raggiungono livelli di autentica follia, e l'ennesima impennata dei pedaggi sulla A24-A25 che non corrisponde ad alcun incremento dei servizi.
«A questo punto – chiede il direttore di Confesercenti – le istituzioni hanno il dovere di rispondere ed assumersi impegni precisi, guardare in faccia gli imprenditori e spiegare dove sono state indirizzate le risorse destinate alla promessa riduzione delle tasse. Nessuno si può permettere di giocare con famiglie che stanno facendo i salti mortali per provare a non chiudere le proprie attività, per non licenziare ancora, per continuare a pagare affitti fuori mercato. Le istituzioni, semplicemente, in questi anni drammatici, non si sono fatte vedere, ed ora dimostrano anche di non saper rispettare gli impegni che esse stesse assumono. La vicenda del bilancio regionale ne è una prova ulteriore ed evidente. Ci aspettiamo risposte chiare: se risanamento c'è stato, allora c'era anche la possibilità di ridurre le tasse a carico delle imprese coraggiose. Se ciò non è avvenuto” conclude il direttore dell'associazione imprenditoriale “allora non c'è stato risanamento, o si è pensato che le piccole imprese potessero aspettare. Tutti hanno tuttavia il dovere di comprendere una cosa: se le tasse non scenderanno a livelli di civiltà, le imprese non rinasceranno mai in Abruzzo».
Intanto il tempo passa ed i provvedimenti varati dal governo nazionale e locale non hanno ancora dato quei risultati sperati per poter dire finalmente: la crisi è passata.