TRASPARENZA

Abruzzo. Regione e consiglio avviano l’iter per applicare la legge anticorruzione

Due procedure distinte: richiesto l’intervento dei cittadini per migliorare le bozze

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Abruzzo. Regione e consiglio avviano l’iter per applicare la legge anticorruzione





ABRUZZO. Alla fine la Regione Abruzzo ed il Consiglio regionale si adeguano alla legge anticorruzione.
Con grande enfasi Chiodi e Pagano annunciano l’inizio delle procedure di adeguamento alla legge che dovrebbe garantire maggiore partecipazione e trasparenza della pubblica amministrazione con l’obiettivo di aumentare il controllo pubblico e diffuso del cittadino al fine di evitare fenomeni di corruzione.
Si tratta infatti di due distinte procedure amministrative gemelle una per la Regione Abruzzo e l’altro per il Consiglio regionale.

Per quanto riguarda il Consiglio regionale è stato dato l’avvio alla procedura per l'adozione del Codice di comportamento dei dipendenti del Consiglio regionale. Sul portale dell’Assemblea legislativa regionale è stato pubblicato l'avviso pubblico per le consultazioni previste dalla legge “Severino” e dalle indicazioni dell'Autorità nazionale anticorruzione.
Si tratta di una iniziativa che segue quella avviata per l’elaborazione triennale del piano di prevenzione della corruzione. È una bozza in via di definizione, elaborata dal Responsabile Anticorruzione del Consiglio regionale, Giovanni Giardino, che per essere portata all'attenzione e all'approvazione dell’Ufficio di Presidenza, ha bisogno del contributo dei cittadini e delle organizzazioni portatrici di interessi collettivi.
Per avanzare proposte modificative o osservazioni è stato predisposto un modulo da inviare al responsabile della prevenzione della corruzione del Consiglio regionale, all'indirizzo, responsabile.anticorruzione.trasparenza@crabruzzo.it, entro il 14 gennaio 2014.
Una volta adottato, il Codice di comportamento si applicherà ai dipendenti che operano presso le strutture del Consiglio regionale nonché al personale dei gruppi consiliari e, per quanto compatibile, a tutti i collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di contratto o incarico e a qualsiasi titolo, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici di supporto all'organo politico, ai collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni o servizi o che realizzano opere nei confronti dell’Assemblea legislativa abruzzese.

C’è tempo dunque fino al prossimo 14 gennaio per presentare eventuali osservazioni.
Il programma è stato redatto in base alle indicazioni della Legge Severino, e si compone di due sezioni: la prima dedicata all’anticorruzione, la seconda alla trasparenza.
Uno degli strumenti principali è rappresentato dalla trasparenza, con la pubblicazione on line – sul sito internet del Consiglio – di tutti gli atti dell’amministrazione, così da consentire un controllo diffuso sull’operato da parte di chiunque. Verrà inoltre istituito un canale per la segnalazione degli illeciti al Responsabile della Corruzione: potranno utilizzarlo tutti i cittadini, accedendo anche in forma anonima, per comunicare eventuali fatti di cui dovessero venire a conoscenza.
Il canale sarà disponibile anche per i dipendenti del Consiglio, a cui verrà garantito l’anonimato. Alla segnalazione seguirà un’indagine interna del Responsabile della Corruzione, finalizzata sia a verificare eventuali illeciti da denunciare alla magistratura, sia per accertare la sussistenza di violazioni disciplinari.
«Ma è prevista – continua Pagano – anche la rotazione del personale che lavora nei settori a rischio, per evitare che possano crearsi rendite di posizione, così come è stata introdotta la rotazione negli elenchi dei fornitori e degli operatori economici, per garantire a tutti parità delle condizioni di accesso negli affidamenti».
 Tra le altre misure contenute nel Piano c’è inoltre il “diritto di accesso civico” riservato ai cittadini, che potranno richiedere la pubblicazione sul sito del Consiglio di informazioni che per qualunque ragione potrebbero non essere state inserite.


LA PROCEDURA PER LA REGIONE: SCADENZA 17 GENNAIO
Anche la Regione Abruzzo ha avviato la procedura per l'adozione del Codice di comportamento dei dipendenti della Giunta regionale.
L'invito alla collaborazione è rivolto anche agli utenti interni, alle organizzazioni sindacali rappresentative, alle associazioni dei consumatori e degli utenti e alle altre associazioni o forme di organizzazione rappresentative di particolari interessi e, in generale, tutti i soggetti che operano presso le strutture della Giunta e/o che fruiscono delle attività e dei servizi prestati dalle stesse.
Anche in questo caso lo scopo dell'avviso pubblico è di raccogliere osservazioni e proposte da parte di una platea quanto più ampia possibile per garantire il giusto coinvolgimento. Nella sezione del portale c'è la bozza del Codice di comportamento ed un modulo che deve essere utilizzato per avanzare proposte modificative o osservazioni da inviare al responsabile della prevenzione della corruzione della Giunta regionale, all'indirizzo responsabile.anticorruzione@regione.abruzzo.it, entro il 17 gennaio 2014.

Ad ogni modo si tratta di un adeguamento dovuto ed imposto dalla legge e per cui l’Abruzzo come le altre regioni ha tempo fino al 31 gennaio. Ora con l’accesso agli atti garantito a tutti e la pubblicazione di tutti i documenti si dovrebbe finalmente attuare quella trasparenza mai digerita da politici e burocrati ed ostacolata in tutti i modi. Ora il «controllo diffuso dei cittadini» è previsto dalla legge con buona pace di chi finora aveva utilizzato proprio questo aspetto per vietare le carte.

 QUANDO PRIMADANOI.IT PROPOSE IL MANIFESTO DELLA TRASPARENZA (IGNORATO)

Era il 2008 ormai lontano ma PrimaDaNoi.it che da sempre si batte per la trasparenza della pubblica amministrazione come misura efficace contro la corruzione varò l’iniziativa di un manifesto pubblico da sottoscrivere ai candidati di allora alle elezioni regionali abruzzesi.
Si trattava di proposte che poi in parte sono state inserite in leggi dello stato ma che allora sortivano un certo fastidio e vennero accolte con pubblico favore solo da 45 candidati su quasi 800.
Firmò il candidato presidente del centrosinistra Carlo Costantini (Idv) ma non il vincitore Gianni Chiodi.

Ecco che cosa prevedeva il nostro manifesto

1) PORTALE DELLA TRASPARENZA.
2 )DELIBERE ON LINE.
3) DELIBERE ON LINE PROVINCE E COMUNI.
4) VOTAZIONE ELETTRONICA IN CONSIGLIO.
5) ENTI INUTILI: Entro i primi 6 mesi pubblicare on line una relazione dettagliata sulla produttività degli enti strumentali della regione per verificare quanto producono, a cosa servono, quanto spendono e se siano effettivamente necessari, se le loro funzioni non possano essere assorbite da altri settori con una razionalizzazione delle forze interne.
6) DIVIETO DI DOPPIO INCARICO.
7) SOFTWARE LIBERO.

Alcuni punti non sono stati ancora realizzati e di certo a leggerli ora si capisce quanto siano lungimiranti certi amministratori.
Ed ora a fine legislatura il centrodestra non può certo rivendicare il semplice adeguamento alla legge (che lo impone) come successo amministrativo. Se Chiodi e Pagano lo avessero fatto allora spontaneamente sarebbe stato tutto diverso.