BOTTI DI FINE ANNO

Regione, passa il bilancio 2014 ma è bagarre. «Golpe di Pagano». Minoranza abbandona l’aula

Chiodi: «non ci sono marchette elettorali»

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Regione, passa il bilancio 2014 ma è bagarre. «Golpe di Pagano». Minoranza abbandona l’aula




ABRUZZO. Il Consiglio regionale ha approvato, a maggioranza, in tarda serata e dopo una lunga serie di rinvii la legge Finanziaria 2014.
Hanno votato a favore i consiglieri di maggioranza, mentre hanno abbandonato l'aula i consiglieri di opposizione. Si è astenuto il consigliere regionale dell'Udc.
Successivamente all'approvazione della legge Finanziaria 2014, il Consiglio regionale ha approvato anche la legge di Bilancio 2014. Dopo un duro scontro verbale in Aula tra i consiglieri di maggioranza e opposizione, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha personalmente illustrato tutti gli interventi di carattere finanziario inseriti nella legge di Bilancio. «Si tratta - ha detto Chiodi - di interventi di carattere generale e non c'è un solo euro destinato a singole situazioni o cosiddette 'marchette elettorali'. Questa legge di Bilancio è la testimonianza più chiara e lampante della trasparenza che la Giunta regionale e il Consiglio hanno messo in cinque anni di attività politica e legislativa».
La giornata è stata lunghissima tra continui rinvii e verifiche del numero legale. Alla fine tutti gli emendamenti dell’opposizione sono decaduti tra l’indignazione della minoranza che ha abbandonato l’aula dopo che da tre giorni presidiava la sala del Consiglio..
«Di fronte a un bilancio falso, e una procedura di approvazione violentata nelle regole, che ha impedito ai Consiglieri regionali di presentare proposte ed emendamenti, il Pd ha scelto di non partecipare alla farsa e si rivolgerà a tutte le autorità per verificare la legittimità del bilancio e del comportamento della maggioranza», ha dichiarato il capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro.
Parla di «Golpe di Pagano», invece, il consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo: «strage di emendamenti, stravolte regole. Il centrodestra chiude in bellezza la sua stagione di governo regionale con un blitz del Presidente Pagano che scopre dopo 5 anni che bisogna applicare alla lettera lo Statuto.
Stravolgendo la prassi tenuta durante 5 anni dal Presidente ora improvvisamente si fanno decadere quasi tutti gli emendamenti dell'opposizione. E' evidente che invece di discutere i problemi della Regione per quattro giorni hanno lavorato all'elaborazione di una strategia per aggirare il confronto. Patetici».

Gino Milano (gruppo Misto) ha spiegato: «è stato un momento vuoto di politica, questo bilancio non era da votare ma da rimandare al mittente e lo abbiamo fatto abbandonando l’aula»
«E’ stato bocciato», contesta Giovanni D’Amico (Pd), «un emendamento per sostenere con il fondo sociale regionale i malati che hanno avuto trapianto d'organi ed i malati oncologici. Ho dovuto chiarire al Risanatore d'Abruzzo che ci sono leggi morali dentro di noi che prevalgono su ogni legge scritta e su ogni governo»
«È la sconfitta della democrazia, in 20 anni non avevo mai visto una cosa del genere», ha tuonato il capogruppo dei Comunisti Italiani Antonio Saia. Il centrosinistra ha annunciato denunce alla corte dei Conti, al governo nazionale e persino alla procura della repubblica. Come ha spiegato l'assessore al Bilancio Carlo Masci i circa 500 emendamenti alla finanziaria sono stati cancellati perché «intrusi e senza copertura finanziaria», la restante parte perché avrebbero stravolto l'equilibrio di bilancio. Contestati duramente il presidente del Consiglio regionale, Nazario pagano e il presidente della Giunta abruzzese Gianni Chiodi.

IL DETTAGLIO
Ammonta a 5 miliardi e 950 milioni di euro (circa 600 milioni in meno dell’anno precedente) il bilancio di previsione 2014. Sul fronte delle entrate, oltre a un avanzo di amministrazione pari a un miliardo e 110 milioni di euro, 2 miliardi e 756 milioni (64 in meno del 2013) arriveranno da tributi e gettiti erariali, 209 milioni da contributi e trasferimenti dell'Unione Europea e dello Stato, 46 milioni da entrate extratributarie, 288 milioni da alienazioni e riscossione crediti, un miliardo e 541 milioni da contabilità speciali. Per quanto riguarda le spese, invece, 26 milioni di euro saranno destinati al funzionamento degli organi istituzionali, 219 milioni all'amministrazione generale (in cui rientrano i costi del personale), 6 milioni e 158mila euro alle politiche abitative, 47 milioni e 400mila alle opere pubbliche, 61 milioni di euro alla difesa del suolo e alla protezione civile, 271 milioni ai servizi e alle infrastrutture per la mobilità e il trasporto merci, 4 milioni e 400mila euro all'agricoltura e all'economia montana, 12 milioni per le attività produttive, 12 milioni e mezzo per il turismo, 20 milioni per l'istruzione e la cultura, 3 milioni e 400mila per le politiche del lavoro, 2 miliardi e 400 milioni per la tutela della salute, 27 milioni per la protezione sociale, 13 milioni per le politiche delle autonomie locali, un miliardo e 122 milioni per i fondi, 192 milioni per la gestione del debito, un miliardo e 541 milioni per le contabilità speciali. «Purtroppo – commenta il Presidente della Commissione Bilancio Emilio Nasuti – anche quest’anno abbiamo dovuto fare i conti con un’ulteriore riduzione delle risorse a disposizione. Abbiamo fatto del nostro meglio per tutelare le legittime aspettative dei nostri concittadini, grazie all’impegno concreto che maggioranza e opposizione hanno dimostrato durante i lavori della Commissione, che sono andati avanti ininterrottamente da venerdì mattina».
Nel 2014 la Regione spenderà 2 miliardi e 304 milioni di euro per l’assistenza sanitaria prevista dai Lea (i livelli essenziali di assistenza), mentre un milione e mezzo di euro saranno utilizzati per l’organizzazione delle elezioni regionali del prossimo maggio.