IL TENTATIVO

Abruzzo, motoslitte nel Parco. L’emendamento che prova ad aggirare le norme

L’ente Sirente Velino ha già detto no ma Chiavaroli ci riprova

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Ricardo Chiavaroli

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ABRUZZO. Scoppia un altro caso che vede nuovamente contrapposti, a distanza di pochi giorni, esponenti del Consiglio regionale e gli ambientalisti.
Dopo le 200 mila firma raccolto per impedire la riperimetrazione del Parco adesso c’è un’altra questione tutta da chiarire.-
Tra gli emendamenti alla finanziaria presentati dal centrodestra ce n’è infatti uno relativo al Parco Sirente-Velino che riguarda la valutazione di incidenza, firmato da Ricardo Chiavaroli (Forza Italia), che desta più di un sospetto.
«Dietro alla proposta di modifica della normativa si evince che si vuole sbloccare un progetto di una cooperativa che ha già avuto parere contrario dell'ente parco», denuncia il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
«Invece di rispettare le regole si preferisce riscriverle ad personam. Ho la sensazione che si tratti di un modo per far andare avanti una nuova attività che volevano aprire a Campo Felice con motoslitte per scarrozzare gente fuori sentiero e fuori piste da sci».
Il parco aveva dato diniego (la Regione aveva detto di sì precedentemente) motivandolo con l’evidente disturbo che l’attività arrecherebbe alla fauna ed all’ambiente in generale in un periodo dell’anno in cui il disturbo antropico nell’area è già alto causa l’attività degli impianti.

In questo modo praticamente la valutazione di incidenza (cioè l'impatto delle attività sulla fauna) viene aggirata.
«Spero di impedire questa porcheria», commenta Acerbo. «Se il parco ha detto no per tutelare gli animali dal disturbo nel periodo invernale non si puo' non tenerne conto. Altrimenti il parco diventa un circo come il Consiglio Regionale».
Protesta in queste ore anche l’associazione Salviamo l’Orso: «ci chiediamo per quale motivo alcuni consiglieri regionali insistano in questa loro guerra privata alle aree protette della nostra regione ed in particolare al Parco Sirente-Velino? Qual è la logica che guida questi interventi, tra cui quello che vuol ridurre del 50% il contributo regionale alle stesse aree? Non sono bastate le 200.000 firme di cittadini raccolte nei giorni scorsi contro la proposta di riperimetrazione del Sirente-Velino a far scoppiare la pace tra i nostri politici e la natura abruzzese?
Intanto proprio ieri al Castello Piccolomini di Celano, organizzata dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo in collaborazione con l'Ente Parco Regionale Sirente Velino, è stato inaugurato il percorso che ricostruisce la storia del territorio del Parco attraverso i ritrovamenti archeologici degli ultimi anni. La scansione cronologica del percorso individua due macrofasi:età antica e Medioevo ed è ricompresa all’interno di alcuni temi ricorrenti, illustrati dai reperti più significativi provenienti da numerosi Comuni ricadenti nel Parco.