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Bilancio Regione Abruzzo: approvato il documento di programmazione 2014-2016

Domani si riprendono i lavori ma è scontro sulla mancata approvazione dei consuntivi precedenti

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Bilancio Regione Abruzzo: approvato il documento di programmazione 2014-2016




ABRUZZO. Alla fine dopo una decina di rinvii tra le contestazioni della minoranza oggi pomeriggio, intorno alle 19.15, l'Assemblea, in apertura dei lavori, ha approvato il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria 2014-2016.
Dopo una verifica in Aula, il Presidente Pagano ha aggiornato la seduta a domani, lunedì 30 dicembre alle ore 12, per consentire ai Capigruppo di esaminare i 292 emendamenti depositati. Dunque non è finita e domani si riprendono i lavori che potrebbero essere ancora lunghi.
La seduta del Consiglio regionale era dedicata all'approvazione del Bilancio di previsione 2014.
Convocata inizialmente alle 15 è stata poi rinviata alle 17, poi alle 18 e poi alle 19. Molti gli scontri in aula che hanno visto, da una parte, la maggioranza del centrodestra chiedere i rinvii per esaminare ancora e meglio il documento da approvare e, dall’altra, l’opposizione che ha più volte costretto il presidente Nazario Pagano a dichiarare la mancanza del numero legale.
La politica regionale non fa una bella figura caratterizzandosi ancora una volta per la incredibile approssimazione e sciatteria che ha portato di fatto i consiglieri regionali tutti a turni massacranti di sedute  e rinvii e commissioni a ciclo continuo (ieri notte il dibattito è andato avanti fino alle 5 di notte). Il bilancio infatti va approvato prima della fine dell’anno e forse una migliore programmazione e organizzazione avrebbe portato ad altra tempistica.
A questo modo di amministrare si aggiunge la polemica innescata da un parere della Corte dei Conti che giudica non regolare un bilancio di previsione approvato in mancanza dei consuntivi precedenti così come è accaduto speso in Abruzzo negli ultimi anni.
Il commercialista Chiodi, invece, risponde che la minoranza fa dire cose alla Corte dei Conti che invece non dice. Il Presidente della Regione invece sostiene la correttezza di un bilancio successivo approvato in mancanza dei documenti contabili precedenti….
PrimaDaNoi.it ha pubblicato integralmente il documento ed ognuno può farsi una idea.

ALTRA GIORNATA DI BATTAGLIA SUI CONTI
In mattinata si era tenuta una conferenza stampa dei gruppi dell’opposizione presso l’aula del consiglio regionale a L’Aquila . Alla conferenza stampa erano presenti i Capigruppo  del centrosinistra Camillo D’Alessandro (PD), Lucrezio Paolini (IDV), Franco Caramanico (SEL) , Gino Milano (Centro Democratico) , il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico, il consigliere (PD) Giuseppe Di Pangrazio.
Sono state rinnovate le critiche già presentate ieri.
«Un amministratore pubblico dovrebbe comportarsi come un buon padre di famiglia. Chiodi conclude il proprio mandato mentendo alla propria famiglia, all’Abruzzo, lasciando in eredità la peggiore delle cambiali, un bilancio falso. Così come è falso che in questo bilancio è prevista una riduzione della tassazione regionale. Sia chiaro , il danno per gli abruzzesi si verificherebbe con l’approvazione del bilancio, non certo con l’esercizio provvisorio», ha ribadito Camillo D’Alessandro (Pd)
«La Corte dei conti, con propria deliberazione – rilevano le opposizioni - ha sancito che l’intero processo di approvazione del bilancio è inficiato dalla mancata approvazione di due rendiconti degli anni precedenti. Non viene così rispettato l’obbligo costituzionale del pareggio di bilancio oggi sancito nella Costituzione, una novità costituzionale, con l’articolo 81, che rende illegittimo contabilmente ed incostituzionale il bilancio. Per questo ci rivolgeremo a Corte dei Conti e Governo nazionale, in tal senso abbiamo interessato il sottosegretario Giovanni Legnini»
«Si approvino prima i rendiconti – ha affermato D’Amico – e poi il bilancio, non si può scherzare sulla pelle degli abruzzesi, con un bilancio che è una finzione e che non riguarda l’Abruzzo e gli abruzzesi ma solo la propaganda di Chiodi, che appare più come un disperato tentativo di coprire la verità».
«Il risanamento non c’è stato – ha rimarcato Lucrezio Paolini – e Masci ha poco da festeggiare , lo chieda agli abruzzesi e si accorgerà che l’Abruzzo del palazzo e diverso dall’Abruzzo reale»
«Con senso di responsabilità – ha chiarito Gino Milano – abbiamo indicato la via della verità, presentando una pregiudiziale che dimostrava la improcedibilità nella approvazione del bilancio, rigettata dalla maggioranza. Tutto viene sacrificato da Chiodi per speranze elettorali, per noi viene prima l’Abruzzo. Per questo il bilancio non si può approvare»
«Basta leggere – ha concluso Franco Caramanico -  la stessa relazione dei revisori dei Conti che impongono l’approvazione urgente dei rendiconti dovrebbe imporre alla maggioranza di fermarsi. Sul piano politico ora è chiaro a tutti la bufala del risanamento e del risanatore»

CHIAVAROLI DIFESA AD OLTRANZA DI CHIODI
Forza Italia è intervenuta a sostegno delle posizioni del governo Chiodi.
«L’Abruzzo», sostiene Riccardo Chiavaroli (Forza Italia) , «ha un bilancio e una finanziaria votati in commissione sulla base di pareri positivi e di legittimità degli ogni organismi competenti, quindi basta con i tatticismi d’aula da parte delle opposizioni di centrosinistra; gli abruzzesi meritano finalmente, anche da parte delle opposizioni, senso di responsabilità. E’ un'idea scellerata quella di spingere la Regione all’esercizio provvisorio solo per la loro campagna elettorale».
«L’opposizione», continua Chiavaroli, «per puro ostruzionismo ha presentato 1500 emendamenti e ha parlato di bilancio falso quando invece la Regione Abruzzo non ha mai presentato un bilancio più trasparente e reale di questo. Ormai il loro compito è solo quello di fare, secondo una liturgia scontata ma ormai desueta, propaganda politica per la preparazione alle prossime elezioni regionali, sottovalutando però il fatto che gli abruzzesi hanno buona memoria e ricordano che prima del governo Chiodi avevamo una Regione messa in ginocchio dai debiti e dai disavanzi».

 

«E’ emersa chiaramente», commenta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, «la realtà che il risanamento dei conti regionali non è opera conclusa con questa legislatura. come si favoleggiava nella propaganda di Chiodi. Sta scritto nella stessa relazione firmata dai dirigenti e dall'assessore Masci.  Ormai anche la Corte dei Conti certifica quanto Rifondazione Comunista denuncia da anni e lo stesso Chiodi ha dovuto ammetterlo. L'abitudine di approvare i bilanci senza i consuntivi degli anni precedenti è un modo per aggirare un gigantesco problema. Ora le disposizioni che vietano questo trucchetto e le relative sanzioni sono diventate più cogenti come abbiamo illustrato con la questione sospensiva».
«Le norme sono chiare», continua Acerbo, «ma la presenza di un pezzo di centrodestra nel governo mi induce a temere che non mancheranno italiche manovre per evitare a Chiodi una figuraccia che lo condannerebbe a sicura sconfitta elettorale. Una cosa è certa: con questi conti la politica dovrebbe mostrare la consapevolezza che i vecchi sprechi e privilegi non sono più consentiti». Per questo Rifondazione è tornata alla carica con proposte «che da 5 anni propongo inascoltato»: «in commissione i miei emendamenti su doppi vitalizi e retribuzioni consiglieri e assessori hanno suscitato più di un malumore trasversale. La commissione ha deciso di rinviare a furor di casta la votazione all'aula per prendere tempo. Eppure si tratta di due proposte per nulla demagogiche.  Per quanto riguarda i doppi vitalizi son venuto incontro alle preoccupazioni dei colleghi per la tutela di questa fascia notoriamente povera della popolazione prevedendo che il vitalizio regionale non venga azzerato ma soltanto ridotto del 50% e che comunque sia garantito che la somma dei due vitalizi non finisca al di sotto dei 4.000 euro lordi. Per quanto riguarda la retribuzione complessiva di consiglieri e assessori ho proposto che il tetto massimo passi da 11.100 euro lordi a 8.000 per il consigliere senza incarichi aggiuntivi e da 13.800 a 10.000 lordi come tetto massimo per capigruppo, assessori, presidenti».

«E’ emersa chiaramente», commenta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, «la realtà che il risanamento dei conti regionali non è opera conclusa con questa legislatura. come si favoleggiava nella propaganda di Chiodi. Sta scritto nella stessa relazione firmata dai dirigenti e dall'assessore Masci.  Ormai anche la Corte dei Conti certifica quanto Rifondazione Comunista denuncia da anni e lo stesso Chiodi ha dovuto ammetterlo. L'abitudine di approvare i bilanci senza i consuntivi degli anni precedenti è un modo per aggirare un gigantesco problema. Ora le disposizioni che vietano questo trucchetto e le relative sanzioni sono diventate più cogenti come abbiamo illustrato con la questione sospensiva». «Le norme sono chiare», continua Acerbo, «ma la presenza di un pezzo di centrodestra nel governo mi induce a temere che non mancheranno italiche manovre per evitare a Chiodi una figuraccia che lo condannerebbe a sicura sconfitta elettorale. Una cosa è certa: con questi conti la politica dovrebbe mostrare la consapevolezza che i vecchi sprechi e privilegi non sono più consentiti». Per questo Rifondazione è tornata alla carica con proposte «che da 5 anni propongo inascoltato»: «in commissione i miei emendamenti su doppi vitalizi e retribuzioni consiglieri e assessori hanno suscitato più di un malumore trasversale. La commissione ha deciso di rinviare a furor di casta la votazione all'aula per prendere tempo. Eppure si tratta di due proposte per nulla demagogiche.  Per quanto riguarda i doppi vitalizi son venuto incontro alle preoccupazioni dei colleghi per la tutela di questa fascia notoriamente povera della popolazione prevedendo che il vitalizio regionale non venga azzerato ma soltanto ridotto del 50% e che comunque sia garantito che la somma dei due vitalizi non finisca al di sotto dei 4.000 euro lordi. Per quanto riguarda la retribuzione complessiva di consiglieri e assessori ho proposto che il tetto massimo passi da 11.100 euro lordi a 8.000 per il consigliere senza incarichi aggiuntivi e da 13.800 a 10.000 lordi come tetto massimo per capigruppo, assessori, presidenti».

ENNESIMO RINVIO
Il consiglio convocato inizialmente alle 12 è stato poi rinviato alle 15 tra le proteste dell'opposizione.

 

CORTE DEI CONTI SU BILANCIO REGIONE ABRUZZO by PrimaDaNoi.it