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Terremoto L’Aquila, parte la ricostruzione degli alloggi Ater danneggiati dal sisma

Via dopo 4 anni. Chiodi: «risultato importante»

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Terremoto L’Aquila, parte la ricostruzione degli alloggi Ater danneggiati dal sisma




L’AQUILA. Scadrà il prossimo 22 febbraio il bando per la ristrutturazione di 22 alloggi in località Gignano a canone sociale di proprietà dell'Ater (Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale) dell'Aquila, danneggiati dal terremoto del 2009.
Dopo questo primo intervento, per il quale sono stati messi a disposizione 2 milioni e 288 mila euro, ne partiranno altri 4 per complessivi altri 100 alloggi che interesseranno il complesso residenziale il Moro di Pettino che porteranno il totale delle risorse utilizzate a 18 milioni di euro.
Ne ha dato notizia, questa mattina, l'amministratrice unica dell'Ater dell'Aquila, Francesca Aloisio nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, l'assessore regionale alla politica della casa, Angelo Di Paolo e il direttore generale della stessa Ater, Venanzio Gizzi. Aloisio: «disponiamo dei progetti esecutivi che interessano anche gli altri immobili che sono stati danneggiati dal terremoto (circa 700 alloggi: NDR) e partiremo con i lavori quando i fondi saranno resi disponibili: per il recupero di tutti gli immobili danneggiati saranno necessari 116 milioni di euro».
«Questo primo intervento che ci vede protagonisti della ricostruzione delle case E a canone sociale e a canone concordato, contribuirà a far girare l'economia per le imprese e per la stessa Ater che finalmente vedrà ricollocati gli inquilini che da troppo tempo stanno attendendo risposte».

L'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Di Paolo, ha espresso rammarico del fatto che il qualificato personale tecnico collocato nel suo assessorato non sia stato utilizzato nei processi di ricostruzione: «se si fossero utilizzate le professionalità già a disposizione, si sarebbero spese meno risorse di quanto non sia stato fatto fino ad ora per pagare i tecnici fatti venire dall'esterno».
Di Paolo: «Stiamo cercando di mettercela tutta per dare un contributo concreto per la ricostruzione utilizzando lo stesso personale Ater che avevamo prima del terremoto e questo anche grazie a nuovo prezziario delle opere pubbliche del quale abbiamo aggiornato circa 16 mila voci».
Soddisfazione è stata espressa dal presidente Chiodi secondo il quale «fino ad oggi sono stati già riparati diversi alloggi classificati di categoria A, B e C per un totale di 20 milioni di euro impiegati che hanno consentito a molte famiglie di rientrare nelle loro case».
«Ci sono stati ritardi connessi con il 'decreto del Fare' che ha fornito nel frattempo ulteriori ragioni normative e di riflessione che se non fossero state rispettate avrebbero comportato ulteriori ritardi. A soli quattro anni, iniziare con lavori importanti che riguardano la ricostruzione di immobili Ater danneggiati, è un risultato molto positivo per l'ente: fino ad ora i tempi hanno riguardato la messa in sicurezza del patrimonio Ater e della progettazione e quantificazione del contributo statale».