IL CASO NAZIONALE

Stamina: due anni e mezzo tra piazze, tribunali e bocciature ricercatori

Le tappe della vicenda del metodo Vannoni

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Stamina: due anni e mezzo tra piazze, tribunali e bocciature ricercatori

Vannoni





ROMA. Si è consumata tra piazze, tribunali e 'bocciature' da parte del mondo scientifico la vicenda legata al metodo Stamina ideato dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni.
Vicenda che ieri si è 'arricchita' di ulteriori dati con la pubblicazione dei documenti dei Nas in base ai quali nel metodo non sarebbero presenti cellule staminali, come invece sostenuto dallo stesso Vannoni. A fronte delle richieste dei malati di accedere al metodo e le centinaia di ricorsi in tal senso che hanno ottenuto il via libera dai tribunali, resta il recente stop alla sperimentazione deciso dal ministero della Salute e le numerose manifestazioni di piazza a sostegno delle cure con le staminali.
Queste le tappe della vicenda Stamina, culminata con l'ordinanza emessa lo scorso 4 dicembre dal Tar del Lazio che ha in pratica 'sospeso' la bocciatura del metodo sancita dal comitato scientifico nominato dal ministero della salute.
28 SETTEMBRE 2011: viene sancito un accordo tra gli Spedali Civili di Brescia e Davide Vannoni per applicare il metodo Stamina in un laboratorio della struttura.
OTTOBRE 2011-APRILE 2012: trattati 12 pazienti (4 bambini e 8 adulti).
12 MAGGIO 2012: l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) chiude il laboratorio degli Spedali Civili di Brescia per mancanza di autorizzazioni e rischi per la sicurezza dei pazienti.
LUGLIO 2012: l'ordinanza dell'Aifa è impugnata da Stamina Foundation e da alcuni genitori.
AGOSTO 2012: il tribunale di Venezia impone agli Spedali di Brescia di continuare le cure con il metodo Stamina su di una piccola paziente. Almeno 30 famiglie ottengono le cure per via giudiziaria.
MARZO 2013: emanato il 'decreto Balduzzi' che prevede la prosecuzione del trattamento per chi è già in cura e la sperimentazione sul metodo con le regole dei trapianti.
MAGGIO 2013: cambio di linea. Vengono stanziati con decreto 3 mln di euro per la sperimentazione clinica seguendo le regole utilizzate per i farmaci. Il coordinamento è affidato all'Istituto superiore di sanità. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nomina un comitato scientifico di esperti.
1 AGOSTO 2013: dopo diversi rinvii, Davide Vannoni consegna la metodica Stamina al comitato scientifico ottenendo garanzie di riservatezza. Intanto, numerosi altri ricorsi di malati sono accolti dai tribunali.
29 AGOSTO 2013: parere negativo all'unanimità del comitato scientifico sul metodo, per "mancanza di basi scientifiche" ed elementi di pericolosità per i pazienti.
27 SETTEMBRE: Stamina Foundation deposita al Tar del Lazio il ricorso amministrativo per contestare la composizione della Commissione scientifica del Ministero della salute.
10 OTTOBRE 2013: il ministero della Salute blocca la sperimentazione, considerando il parere del Comitato scientifico e quello successivo dell'avvocatura dello Stato.
25 NOVEMBRE: grande manifestazione di protesta promossa da malati e associazioni 'pro-Stamina'. Presidi di malati bloccano le strade del centro di Roma. Sandro Biviano e Roberto Meloni, entrambi in carrozzella, attuano una protesta 'shock': utilizzano flebo e siringhe per estrarsi del sangue, gettandolo poi sulle foto di Giorgio Napolitano, Enrico Letta e Beatrice Lorenzin.
4 DICEMBRE 2013: il Tar del Lazio sospende il parere del comitato scientifico contrario alla sperimentazione, accogliendo dunque il ricorso di Davide Vannoni. Il ministero annuncia la nomina, a breve, di un nuovo comitato scientifico per la valutazione del metodo Stamina.