SALUTE

Stamina: Abruzzo disponibile ad autorizzare le cure compassionevoli

Ieri 'apertura' a proseguire percorso. Commissione Regione incontra Vannoni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2135

Nicoletta Verì

Nicoletta Verì





L’AQUILA. «C’è stata un'apertura, ci sono i presupposti per proseguire il percorso».
Così il presidente della Commissione Sanità della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, al termine della riunione dell'organismo che ha ospitato il primo confronto tecnico tra esponenti del mondo della sanità abruzzese e Davide Vannoni, presidente della Fondazione Stamina.
«E' stato fatto un ottimo lavoro», ha continuato la Verì che ha parlato a nome di tutti i componenti della Commissione.

«Siamo disposti ad esaminare il protocollo nei tempi dovuti», ha spiegato il direttore del dipartimento di Ematologia dell'ospedale di Pescara, Paolo Di Bartolomeo, ai rappresentanti della Fondazione Stamina. Questa rassicurazione, cui è seguita la disponibilità da parte del presidente Davide Vannoni, significa che nei prossimi giorni è prevista la prima riunione del comitato scientifico che, come sottolineato dai consiglieri regionali abruzzesi e dagli stessi medici, ha l'obiettivo di arrivare all'autorizzazione delle cure compassionevoli nella regione Abruzzo.
«Il fatto che ci siamo riuniti», ha detto ancora Verì, «significa che siamo andati oltre l'esito dell'applicazione della sentenza del giudice del tribunale dell'Aquila sulla piccola Noemi. Ora abbiamo queste verifiche tra il mondo della sanità abruzzese e lo staff di Stamina. Comunque ci devono essere delle priorità sulle malattie rare», ha detto ancora Verì che ha rilevato inoltre che «la nostra apertura è a condizione che si approfondiscano i protocolli e si verifichi se ci sono i presupposti per metterli in atto partendo dalle cure compassionevoli».
I rappresentanti della Fondazione Stamina, da parte loro, si sono detti pronti a fornire tutte le informazioni possibili al mondo della sanità abruzzese per arrivare a una autorizzazione alla sperimentazione negli ospedali della regione.
Vannoni ha sottolineato che la politica abruzzese «ha fatto tutto quello che si poteva fare: infatti ha promosso una interazione tra i medici e i tecnici di Stamina» ed ha aggiunto che «come deve essere, gli esperti abruzzesi hanno giustamente chiesto un approfondimento tecnico-scientifico sulla metodica, e Stamina è disponibile a favorirli e ha cercato di produrre la maggior quantità possibile di documenti per far prendere a questi medici una decisione, a partire dalla documentazione che sarà prodotta a Miami nel mese di gennaio». Vannoni ha chiarito anche che «c'è una speranza di poter fare una sperimentazione in Abruzzo, ma Stamina ha chiesto di rimanere come sua caratteristica, proprietaria della metodica e quindi è Stamina, che è una onlus senza scopi di lucro, che la sperimenterà negli ospedali».
Per Vannoni «i prossimi passi, dopo che il comitato tecnico avrà valutato la congruenza e il percorso per l'attuazione, sono rappresentati dalla ricerca delle risorse e, per quanto riguarda Stamina, dalla formazione dei biologi da mandare in Abruzzo».

A BRESCIA 150 PERSONE IN LISTA D’ATTESA
Ci sono 150 persone in lista di attesa all'ospedale di Brescia, otto sono morte senza aver potuto ricevere cure. «Si tratta di persone che avevano ricevuto l'autorizzazione dal Tribunale», ha sottolineato Vannoni.
«Si tratta di persone che hanno di fronte qualche mese di vita», ha continuato.
In riferimento alle sentenze dei tribunali italiani che hanno autorizzato cure con il metodo Stamina bypassando lo stop del ministero della Salute, ha spiegato che «se dovessi dare un titolo a queste vicende giudiziarie, direi 'le vite d'inchiostro’, perché la speranza di salvezza di un bambino o la morte dipende dalla frase che chiude la sentenza del giudice».
Il riferimento è alla sentenza del giudice del tribunale dell'Aquila, che ha stabilito che Noemi può usare cellule di altri donatori già presenti nell'ospedale di Brescia, «il che permette a Noemi di passare avanti ad altri pazienti che non hanno nella sentenza quella frase».
Vannoni ha aggiunto se sia «lecito che la vita di un bambino sia legata a una frase in fondo a una sentenza» e sullo stop decretato dal ministero su Stamina, ha osservato che «è in atto una guerra sulla scelta del tipo di laboratorio, farmaceutico o centro trapianti, oltre al fatto che ci sono dietro interessi giganteschi».
«E' stato un incontro proficuo, ci siamo relazionati, continuiamo a dare voce ai malati, che la voce non ce l'hanno, perché noi siamo i loro portavoce», ha detto invece il padre della piccola Noemi.
«Non rilascio dichiarazioni - ha detto invece Chiodi - questo è un fatto serio, stiamo lavorando».