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Abruzzo, anche la Regione ha il suo Porcellum incostituzionale

L’allarme di Quagliariello, Acerbo: «noi lo diciamo da tempo»

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Abruzzo, anche la Regione ha il suo Porcellum incostituzionale

Il sindaco di Pianella con Quagliariello







ABRUZZO. Il ministro per le Riforme costituzionali, Gateano Quagliariello, nei giorni scorsi in Abruzzo per lanciare il nuovo partito NCD ha detto che probabilmente anche la legge elettorale regionale dovrà essere modificata sulla base della sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il Porcellum.
Infatti anche a livello regionale c'è un abnorme premio di maggioranza che può essere conseguito anche avendo ottenuto una percentuale molto lontana dal 50%.
«L'incostituzionalità sul premio di maggioranza è probabile», ha detto Quagliariello, «in questo caso occorre che per precauzione la Regione si impegni a risolvere il problema».
«Noi lo denunciamo da anni», spiega il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
«D'altronde la legge elettorale regionale ricalca quella in vigore in tutte le regioni che hanno mantenuto l'impostazione bipartisan della normativa nazionale figlia degli anni '90. Proprio alle leggi regionali si era ispirato Calderoli su suggerimento di Verdini per scrivere il Porcellum».
In quattro anni di discussione sulla nuova legge elettorale regionale Acerbo ricorda di aver proposto ripetutamente di introdurre il doppio turno, come nei comuni, o la fissazione di una soglia del 40% per far scattare il premio.
«Non ho mai chiesto il ritorno alla proporzionale che è il sistema elettorale che centrodestra e centrosinistra rifiutano a priori, ma almeno una legge decente sul piano della rappresentanza. Prima della scadenza dei termini statutari per la modifica della legge elettorale ho fatto presente che pendeva il giudizio della Corte Costituzionale. Il centrodestra e il PD non hanno mai recepito questi ragionamenti perché il bipolarismo forzato gli conviene in quanto gli regala una rendita di posizione. Con una legge così il voto tende a polarizzarsi e si vota per far vincere o evitare che gli altri vincano. Il "voto utile" notoriamente premia le coalizioni più forti. Peccato che questa convenienza determini l'assurdità per cui una coalizione potrebbe vincere e ottenere quasi il 60% dei seggi anche stando sotto il 30%. La legge elettorale regionale e' un mostro anche per lo sbarramento al 4% per chi si presenta al di fuori delle coalizioni».
Secondo Acerbo non c'era bisogno della sentenza della Consulta per accorgersi che questa legge «è profondamente sbagliata e che andava modificata. Grazie alla Corte Costituzionale forse daremo una sistemata anche a questa legge. Intanto prendo atto che persino Quagliarello ci da' ragione».