IN CONSIGLIO REGIONALE

Abruzzo, sì al referendum abrogativo su aperture domenicali dei centri commerciali

Anche la Conferenza Episcopale ha raccolto firme

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2269

Abruzzo, sì al referendum abrogativo su aperture domenicali dei centri commerciali





L'AQUILA. Il Consiglio Regionale dell'Abruzzo ha approvato la richiesta di Referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione, delle disposizioni di cui all'art. 31 del Decreto Legge n. 201 del 2011 che consentono alla grande distribuzione di aprire anche durante tutte le domeniche e persino il 25 aprile o il 1 maggio.
«Parte dall'Abruzzo la battaglia referendaria contro la deregulation del commercio voluta dal governo Monti - dichiara in una nota Maurizio Acerbo, capogruppo di Rifondazione comunista -. Questo far west delle aperture non ha fatto che aggravare la crisi del piccolo commercio e inasprito ulteriormente l'iper sfruttamento dei lavoratori dei centri commerciali».
Questa deregulation ha suscitato campagne, iniziative e proteste non solo delle organizzazioni di categoria dei commercianti ma anche dei sindacati, da quelli confederali all'USB che lo scorso 8 dicembre ha organizzato presidi in tutta Italia. Persino la Conferenza Episcopale Italiana ha raccolto firme per 'liberare la domenica'.
Contro questa normativa molte Regioni hanno presentato ricorsi alla Corte Costituzionale «purtroppo respinti in quanto governo e parlamento avrebbero legiferato sulla base della competenza statale in materia di concorrenza» - ha detto ancora Acerbo, il quale sottolinea che Rifondazione Comunista propone che tutti i Consigli Regionali approvino analoga richiesta. «Ne bastano cinque ai sensi della Costituzione - ha concluso - per ottenere la convocazione del referendum». .
E sempre nel Consiglio regionale di ieri, attraverso un emendamento del consigliere Maurizio Acerbo (Rc) è stata abolita la famigerata norma dei Prusst (articolo 36 della legge/2002) attraverso la quale sono stati assentiti interventi in tutta la Regione, come ad esempio il Megalò.

LA NORMA ABOLITA

articolo 36

Programmi PRUSST.

1. Ai progetti rientranti nei programmi PRUSST approvati dai Consigli comunali è attribuita la valenza di cui alla L.R. 4 ottobre 2001, n. 53.

2. I progetti di cui al comma 1, in deroga alla normativa vigente, non sono sottoposti ad autorizzazione o nulla-osta di competenza della Regione o di propri organi o commissioni.

2-bis. Per i progetti derivanti dai PRUSST già approvati dai Consigli comunali, che vedono la Regione Abruzzo, le Province e i Comuni quali soggetti promotori, i soggetti competenti rilasciano le concessioni, le autorizzazioni, i nulla osta ed i permessi, necessari per la realizzazione e l'attivazione dei progetti stessi, anche in deroga alle normative vigenti in materia urbanistica e edilizia ([38]).

2-ter. Qualora i soggetti di cui al comma 2-bis non rilascino nei termini previsti e comunque entro 60 giorni dalla ricezione degli atti, le concessioni, le autorizzazioni, i nulla osta ed i permessi richiesti, il Presidente della Giunta regionale, previa diffida a provvedere entro il termine di 30 giorni, nomina un commissario ad acta ([39]).

3. I comuni sono tenuti a comunicare alla Regione Abruzzo le deliberazioni concernenti detti progetti.

4. La Giunta regionale può sospendere per gravi e comprovati motivi l'attuazione dei progetti entro dieci giorni dalla ricezione delle relative deliberazioni di approvazione.

([38]) Comma aggiunto dapprima dall’art. 184, L.R. 26 aprile 2004, n. 15 e poi dall’art. 16, comma 2, L.R. 18 agosto 2004, n. 32, il cui comma 1 ha abrogato il suddetto art. 184. Il testo precedente era così formulato: «2-bis. Per i progetti di cui al comma 1, ivi compresi quelli già approvati dai Consigli comunali e comunque derivanti dai PRUSST e dai Programmi Urbanistici Complessi approvati, che vedono la Regione Abruzzo, le Province e i Comuni quali soggetti promotori, le Autorità regionali, provinciali e comunali rilasciano le concessioni, le autorizzazioni, i nulla osta e i permessi, necessari per la realizzazione e l'attivazione dei progetti stessi, anche in deroga alle normative vigenti in materia ambientale urbanistica, edilizia e commerciale.».

([39]) Comma aggiunto dapprima dall’art. 184, L.R. 26 aprile 2004, n. 15 e poi dall’art. 16, comma 2, L.R. 18 agosto 2004, n. 32, il cui comma 1 ha abrogato il suddetto art. 184. Il testo precedente era così formulato: «2-ter. Qualora le Autorità di cui al comma 2-bis non rilasciano nei termini previsti e comunque entro 60 giorni dalla ricezione degli atti, le concessioni, le autorizzazioni, i nulla osta ed i permessi richiesti, gli stessi si ritengono già acquisiti positivamente e in subordine si potrà provvedere in via sostitutiva ai sensi dell'art. 136 del D.Lgs. n. 267/2000.».