L'INCHIESTA

Università-Cus: la Banca chiede i soldi del mutuo

La guerra interna rende incerto il futuro dell’UdA

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3435

Università-Cus: la Banca chiede i soldi del mutuo

Il rettore Di Ilio




CHIETI.  Adesso nel mirino della GdF di Chieti ci sono gli ultimi lavori e gli appalti più recenti della d’Annunzio.
Almeno stando agli ultimi documenti sequestrati nei giorni scorsi all’università. Il che allarga l’area di indagine che ora spazia dalla gestione della Fondazione ai rapporti con il Cus ed ai lavori dell’ultimo periodo.
Il tutto con un unico filo conduttore: verificare se i soldi pubblici sono stati utilizzati correttamente e se la filiera è stata controllata da chi ha erogato i finanziamenti. Altrimenti sotto accusa sono tutte le scorciatoie che hanno consentito di gestire i soldi pubblici senza appalti o gare aperte. Da quello che se ne sa, le ipotesi di reato su cui si sta lavorando sono diverse: per il momento si parla degli articoli 640 del Codice penale (truffa), 323 (abuso d’ufficio) e 490 (soppressione di documenti). Il che significa che il contrasto sulla Convenzione e sulla fidejussione in atto con il Cus è stato il grimaldello per scardinare tutta la gestione della d’Annunzio degli ultimi anni. Ma è ancora tutto da decifrare se questo è un caso o se è la conseguenza di un progetto politico e di potere a più ampio raggio.

NELLA GUERRA UDA-CUS IRROMPE LA BANCA CHE RIVUOLE I SOLDI
C’è però un terzo incomodo che rischia di complicare tutto.
E’ la Bper (ex Bls) che ha già scritto al Cus per sollecitare il versamento dei soldi del mutuo a suo tempo erogatogli e di cui si è fatta garante l’UdA con una fidejussione 25ennale fino alla concorrenza di 23 mln di euro. E’ un terzo incomodo che rischia di far saltare il piano che si intravede dietro questa guerra civile scatenata all’interno della d’Annunzio per delegittimare tutto il passato. Programma un pò ambizioso che la Bper potrebbe intralciare, visto che non si è affatto spaventata della diffida inoltrata dal dg Filippo Del Vecchio con la lettera inviata la scorsa settimana.

Infatti il Cus ha preso nota della richiesta Bper, ma non si è preoccupato più di tanto proprio per la presenza della fidejussione dell’università a garanzia dei suoi debiti con la banca. Debiti dovuti – secondo i verbali del CdA UdA - agli interventi di ristrutturazione edilizia sui palazzetti dello sport e sulle palestre, indispensabili per l’apertura ed il funzionamento della Facoltà di Scienze motorie. Ora questa richiesta della Bper sarà girata all’università che – come si legge nel contratto – dovrà pagare circa 10 mln (questo sembra l’importo oggi in discussione) “a prima richiesta”, cioè a semplice sollecitazione. Infatti “la parte mutuataria” – che è il Cus - è stata esonerata da eventuali richieste di denaro.
Dunque la lettera di diffida del dg alla Bper e la brusca interruzione della Convenzione UdA-Cus secondo alcuni potrebbero addirittura consentire al Cus di riscuotere la parte rimanente della fidejussione. Infatti come si legge nei documenti e nella delega a firma dell’ex rettore Franco Cuccurullo, l’UdA si è costituita come fidejubente rispetto al Cus per le obbligazioni prese con la Banca. Pare cioè di capire che pagherà al Cus la cifra per la quale questo ente si è impegnato con la Bper. Se così fosse, l’effetto collaterale imprevisto di questa guerra potrebbe essere un fiume di denaro che esce dalle casse della d’Annunzio per confluire in quelle asfittiche del Cus.

GESTIONE PASSATA SOTTO ACCUSA, FUTURO INCERTO PER L’UDA
Questo potrebbe essere il prezzo da pagare.
Infatti con un colpo solo sono sotto accusa la Convenzione, la fidejussione, la cessione di credito a favore del Cus, i lavori svolti per conto dell’Università, le commissioni varie composte da docenti ancora in servizio ed i CdA del passato che hanno esaminato i documenti: tutti avrebbero commesso errori che andrebbero corretti sempre che l’ipotesi accusatoria della procura dovesse essere coroborata. Sbagliavano l’ex rettore Franco Cuccurullo ed il suo nuncius ed oggi rettore Carmine Di Ilio e sbagliavano il prof Luigi Capasso ed i suoi colleghi commissari che analizzarono a lungo le richieste del Cus e che sentenziarono la bontà dell’operazione mutuo più fidejussione, pur in presenza di alcune criticità nei conti?
 Sbagliavano i revisori dei conti, sbagliava anche la Banca?
 Forse un pò troppi sotto accusa…
Ora con l’eventuale pagamento di questa fidejussione, la credibilità saltata dei maggiori rappresentanti in carica o appena cessati e la sterilizzazione di ogni dissenso tra i docenti, non fanno che preparare l’avvicendamento del gruppo di potere che gestirà l’UdA nei prossimi anni.
 E l’indagine della GdF e l’ispezione del Ministero? Ci vorrà tempo. Ma lo scenario di silenzio della società civile e della politica sul destino della d’Annunzio non fa ben sperare sulle sorti dell’università….

Sebastiano Calella