LA PROTESTA

Parchi Abruzzo: su riperimetrazione Sirente-Velino battaglia rinviata a martedì

Ambientalisti vogliono candidare il parco tra i monumenti naturali patrimonio dell’Unesco

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PESCARA. «Netta contrarietà» del Wwf Abruzzo alla proposta di legge regionale firmata Pdl che prevede una riperimetrazione del Parco regionale Sirente Velino, «sottraendo alla tutela una parte fondamentale dell'area protetta».
Lo afferma la stessa associazione ambientalista, alla vigilia dell'esame della proposta da parte del Consiglio, prevista per oggi, sottolineando che «in Abruzzo, regione verde d'Europa, torna a farsi strada una visione miope e antica, contraria agli interessi della natura e dei cittadini».
Sottolineando di avere interessato della questione anche il Ministero e la Commissione europea, l'associazione chiede ai consiglieri regionali e al governatore, Gianni Chiodi, di «opporsi in tutti i modi a una proposta che, se accolta, soddisferebbe soltanto appetiti speculativi, in questa zona fortissimi, con ulteriore cementificazione e lottizzazione del territorio, costruzione di inutili infrastrutture scioviarie e riapertura della caccia in zone nelle quali i fucili vanno invece assolutamente banditi».
Per il presidente nazionale Wwf, Dante Caserta il Parco Regionale Sirente-Velino è un'area protetta importantissima e la proposta di legge mira «assurdamente a strappare all'ambiente zone importantissime per la tutela della biodiversità appenninica».
Secondo il presidente del Wwf Abruzzo, Luciano Di Tizio, «si tratta dell'ennesimo segnale di un cambio di rotta in senso negativo nella politica di conservazione del territorio». 

Al fianco degli ambientalisti si schiera il consigliere regionale Maurizio Acerbo (Prc), secondo il quale «è pazzesco che per il solito clientelismo venatorio ci si incaponisca nel voler modificare i confini di un Parco che, secondo tutti gli studi, andrebbero semmai ampliati. La proposta a mio parere è inaccettabile non solo nel merito, ma anche sul piano procedurale. Ho inviato al presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, una lettera in cui faccio presenti vizi procedurali che dovrebbero spingerlo a non sottoporre al voto il progetto di legge, che andava dichiarato irricevibile. Non si capisce perché - conclude Acerbo - le regole sulla base delle quali non si portò in Consiglio la mia proposta di legge sulla doppia preferenza di genere non debbano valere per questa. Le donne per il centrodestra contano meno dei cacciatori?».
Anche Mountain Wilderness Abruzzo ha voluto scrivere una mail a tutti i consiglieri regionali ed al presidente e vice presidenti del Consiglio Regionale per la questione riperimetrazione. Nella missiva si sottolinea che la proposta finisce per escludere dal perimetro del Parco una delle zone di maggior pregio naturalistico e paesaggistico. L’esclusione di ben 3.300 ettari interessati da 3 interventi di tutela e salvaguardia dell’orso bruno marsicano e dei delicati ambienti naturali ( tutti finanziati dall’Unione Europea) finirebbe per mettere in discussione l’intera esistenza dell’unica grande Area Protetta Regionale.

Sabato scorso Mountain Wilderness Abruzzo, ha riunito i movimenti, i comitati spontanei abruzzesi, i Parchi e le altre associazioni ambientaliste, a Fontecchio per una riflessione sincera sullo stato dei Parchi in Abruzzo ed in Italia. «Abbiamo lanciato un progetto che vuole candidare il sistema dei Parchi abruzzesi fra i monumenti naturali patrimonio dell’Unesco», spiega l’associazione, «tale decisione potrebbe minare l’intero progetto e far perdere una grande occasione alle aree interne abruzzesi ed all’intera Regione Abruzzo».

5 MILA FIRME RACCOLTE

Centinaia i cittadini che aderendo alla protesta di Animal Amnesty hanno inviato email di disappunto ai Consiglieri Regionali di tutti gli schieramenti politici chiedendo di bocciare la «vergognosa» proposta di legge. Oltre 5000 le persone che in meno di 24 ore hanno firmato la petizione di Animal Amnesty per bloccare la riperimetrazione del Parco Regionale Sirente Velino.

«Migliaia di persone stanche di vedere la terra distrutta per interessi economici, un polmone verde verrà distrutto per far spazio a cemento e cacciatori», dicono dall’associazione. Nel caso in cui la proposta di legge dovesse passare «verrà messa a rischio la conservazione di flora e fauna uniche in Italia tra i quali orsi, grifoni, camosci e caprioli».

TUTTO RIMANDATO

La battaglia degli ambientalisti è rimandata al Consiglio regionale di martedì’ prossimo. Intanto la petizione on line per chiedere lo stop alla riperimetrazione, così come concepita dal Pdl, è arrivata quasi a 35 mila firme