LA POLEMICA

Petrolio, rinuncia alle perforazioni: «permessi in scadenza, nessun merito della legge di Chiodi»

I No Triv e Italia Nostra presentano richiesta di accesso agli atti al ministero

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Petrolio, rinuncia alle perforazioni: «permessi in scadenza, nessun merito della legge di Chiodi»





ABRUZZO. Se la legge 48/2010 della Regione Abruzzo è veramente così efficace come Chiodi sostiene, perché tutte le altre società petrolifere che hanno in ballo importanti progetti in Abruzzo non hanno ancora presentato istanza di rinuncia al Ministero?
Se lo domandano il coordinamento Nazionale No Triv (sezione Abruzzo) e Italia Nostra Abruzzo che non credono poi così tanto al potere dissuasivo della normativa regionale per sventare la deriva petrolifera.
La polemica è nata nei giorni scorsi, dopo la rinuncia al permesso di ricerca Civitaquana da parte della compagnia canadese Cygam e della Petroceltic. Secondo Chiodi sarebbe tutto merito suo e della sua legge, ma gli ambientalisti rivendicano il pressing operato da anni sul governo regionale.
L’area dal permesso di ricerca “Civitaquana” ha già conosciuto in passato numerose campagne di perforazione finalizzate sia alla ricerca sia all’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi, conclusesi con una rinuncia. I titoli, allora, avevano altre denominazioni: Alanno (1999, coltivazione olio), Colle Tavo (1977, coltivazione olio e gas), Fonte di Moro (1999, ricerca gas), Nocciano (ricerca olio e gas, 1980), ecc..
«Anche in questi casi», domandano No Triv e Legambiente, «gli operatori avrebbero fatto marcia indietro scoraggiati dalla 48/2010? Evidentemente, il permesso abruzzese non rientra tra le priorità della Cygam».
E infatti gli ambientalisti hanno scoperto dal sito web della stessa Cygam che la compagnia canadese non ha richiesto la proroga di un altro suo permesso di ricerca "C.R148.VG", scaduto il 27/11/2013, che interessa il Canale di Sicilia. Cosa ha a che fare tutto questo con la legge abruzzese 48? Ovviamente niente.
Anche "Civitaquana" era in scadenza al 7 dicembre2013. «A Cygam e Petroceltic sarebbe bastato non richiedere la proroga e gli effetti sul piano pratico sarebbero stati gli stessi dell'istanza di rinuncia», sottolineano i No Triv.
«Perché invece sottolineare il loro disinteresse verso "Civitaquana" con una istanza di rinuncia amministrativamente inutile e superflua, presentata appena 12 giorni prima della naturale scadenza del permesso, ma tanto "strombazzato"?»
La risposta a questa domanda potrebbe stare nei carteggi depositati presso il Ministero a cui è già pervenuta la richiesta di accesso agli atti da parte degli ambientalisti.