IL DOC

Abruzzo. La Fira è fuori controllo… della Regione: Castiglione: «giusto non controllare»

Interrogazione di Acerbo (Rc) e l’assessore risponde

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

4049

Micucci e Castiglione

Micucci e Castiglione




ABRUZZO. Da quando la Fira spa ha cambiato veste e gestione ed ha virato verso lidi nuovi sono ormai passati 5 anni. La gestione affidata dal presidente della Regione, Giani Chiodi, a Rocco Micucci, ex sindaco di Rapino, a leggere i comunicati ufficiali è piena di riconoscimenti e traguardi ma c’è chi da anni chiede di conoscere anche altro, di avere carte e documenti che vengono negati perché «la Fira non è sotto il controllo della Regione».
La risposta, l’ennesima sul tema, è stata affidata al vice presidente della regione, Alfredo Castiglione, che nell’ultimo question time ha fornito la risposta ufficiale su come stanno davvero le cose.

LA FIRA SPA NON E’ IN ALCUN MODO UN ENTE DI DIRITTO PUBBLICO
Secondo la versione di Castiglione la Fira spa, ente strumentale della Regione Abruzzo che possiede il 51% del capitale pubblico (e dunque, in gergo si dice “la controlla’’) in realtà non viene controllata ma le cose vanno diversamente.
La Finanziaria Regionale Abruzzese è una società per azioni con capitale misto pubblico privato di 5.100.000 euro, partecipata al 51% dalla Regione Abruzzo ed al 49% da banche operanti sul territorio (Caripe, Carispaq, Carichieti, Intesa, Bls, Credito coop Abruzzo e Molise, Banca delle Marche).
Ma perché la Fira non è società di diritto pubblico?
Secondo Castiglione perché non fornisce servizi da collocare in regime di libera concorrenza, l’attività viene svolta secondo il “metodo economico” e perché la Fira non svolge attività promiscua nel senso che non svolge attività amministrativa ma svolge esclusivamente “attività di impresa”.
Dunque la Fira non è inquadrabile come ente pubblico con tutte le conseguenze del caso per cui non si applicano le regole sul procedimento di evidenza pubblica.
Niente carte né controllo della Regione e nemmeno dei consiglieri regionali.
Anche se la maggior parte del capitale è pubblico la Fira, secondo la Regione, è un ente di diritto privato e dunque segue le norme di una impresa e non quelle della pubblica amministrazione.

Sarà anche vero ma se davvero è così risulta ancora più inspiegabile la presenza della politica all’interno della gestione della finanziaria, oltre al fatto che non si capisce l'utilità di impiegare fondi pubblici per partecipare ad una società "privata", se si esclude il beneficio della politica di nominarne i vertici. Per essere ancora più chiari Castiglione precisa che la Fira non è sotto il controllo diretto della Regione perché non è un ente strumentale (occorre rettificare dunque tutte le volte che l’ente è stato così inquadrato… comprese alcune delibere della Regione dove la Fira viene definita “ente strumentale”), non esistono inoltre relazioni finanziarie tra la Fira e la Regione Abruzzo «in quanto quest’ultima non assicura la dazione di risorse in grado di consentire la permanenza sul mercato dell’organismo», in altre parole se la Fira dovesse andare in rosso la Regione non ci rimetterebbe soldi anche se in realtà il flusso di risorse verso questa società è costante e afferisce a diverse ragioni come nell’ultimo caso.
E siccome la Regione non sostiene oneri diretti per l’assunzione dei dipendenti della Fira né approva il bilancio o ripiana debiti, nulla l’ente locale può nei confronti della Fira spa.
Secondo Castiglione poi la Fira non è nemmeno una società in house providing visto che «deve partecipare alle gare pubbliche per l’affidamento di servizi».
Si ricorda che la Fira risulta gestore di decine di milioni di fondi pubblici affidati alla Regione e da questa poi affidati alla Fira per la materiale distribuzione attraverso bandi pubblici come fondi alle imprese e per la formazione e molto altro. Su come vengono gestiti però è affare privato.

Abruzzo. Fira Ente Diritto Privato Risposta Castiglione