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Megalò, dopo l’alluvione rischiano di saltare Megalò 2 e Megalò 3

Acerbo: «buona possibilità che venga messa la parola fine»

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Megalò, dopo l’alluvione rischiano di saltare Megalò 2 e Megalò 3

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CHIETI. Mentre la direzione del Megalò assicura (per la seconda volta in cinque giorni) che la struttura è sicura, secondo il consigliere regionale Maurizio Acerbo ci sarebbero grandi novità in arrivo per quanto riguarda i progetti dei cosiddetti Megalò 2 e Megalò 3.
Dopo l’alluvione di lunedì scorso che ha portato l’amministrazione diretta da Umberto Di Primio a far chiudere e sgomberare in via precauzionale il centro commerciale costruito vicino all’argine del fiume Pescara, la direzione del Megalò torna a ribadire che la struttura è «più che sicura».
«Un'ondata di maltempo come quella dei giorni scorsi non si verificava da oltre venti anni in Abruzzo», si legge in una nota. «Nonostante questo, la struttura non è stata minimamente interessata dalle infiltrazioni d'acqua, tantomeno il vicino fiume Pescara ha creato difficolta'. L'acqua non ha toccato in nessun modo nemmeno il parcheggio».
La società spiega che si è deciso di sospendere le attività d'accordo con l'amministrazione comunale di Chieti e che si è trattato di «una chiusura solo in maniera precauzionale. Gli argini di contenimento costruiti anni fa proprio per evitare il rischio esondazione hanno fatto il loro dovere in maniera egregia. Era comunque necessario verificarne la stabilita' e aspettare che il livello dell'acqua iniziasse a scendere. Abbiamo dato seguito a tutte le procedure previste per tali situazioni: tutto ha funzionato alla perfezione».
La decisione di riaprire la struttura e' stata presa martedì. Le autorita' hanno dato il via libera dopo aver constatato che il livello del fiume era sceso di più di un metro e la pressione sugli argini era diminuita notevolmente. Da più parti, proprio dopo questo episodio, è arrivata la richiesta di bloccare i due progetti che dovrebbero sorgere nelle vicinanze del centro commerciale.
Gli ambientalisti sono tornati a richiederlo anche ieri mattina.
Secondo il consigliere regionale Maurizio Acerbo, che da anni si batte per non far costruire ancora a due passi dal fiume, ci sarebbero importanti novità all’orizzonte.
«All'ordine del giorno della prossima riunione del comitato VIA», fa notare Acerbo, «c’è un interessante punto relativo al Prusst Megalo'' 2 (nuovo centro commerciale, no food, di 30 mila metri quadrati sempre a 150 metri dall'argine del Pescara) e 3 ( centro polifunzionale con attività commerciali, sportive, ricreative).

Secondo l’esponente di Rifondazione, dopo tanti comunicati e osservazioni da parte del suo partito e da parte del Wwf pare che l'Autorità di Bacino «si prepari a mettere la parola fine su quei progetti che mai avrebbero dovuto essere approvati. «Presso l'Autorita di Bacino sono in corso di svolgimento approfondimenti che confermano le criticita' che da anni segnaliamo».
Se il Megalo 3 ha già avuto lo stop del comitato VIA (c’è un ricorso al Tar del privato, appoggiato anche dal Comune di Chieti), secondo Acerbo «non può che procedersi all'annullamento anche del Megalo' 2. In sede di discussione delle nostre osservazioni in comitato Via i nuovi responsabili dell'Autorita di Bacino avevano difeso Megalò 3 ma gli ulteriori approfondimenti hanno evidenziato che l'intero Prusst è da mettere in discussione. La cosa mi fa molto piacere e non posso che salutare molto positivamente i propositi enunciati negli giorni dall'ingegner Colistro».
Proprio Colistro, infatti, qualche giorno prima dell’alluvione aveva scritto alla Regione che quella zona non avrebbe un grado di sicurezza adeguato e che la costruzione dell'argine posto a protezione di Megalò è solo per un tratto, di circa un chilometro, e lascia «indifesa agli eventi di piena» l'area.
Inoltre, Colistro ha sottolineato che «l'argine è stato realizzato in assenza delle necessarie autorizzazioni in ambito tecnico-amministrativo» e su terreni «di proprietà demaniale di pertinenza idraulica senza la preventiva acquisizione della concessione».


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