LE PROMESSE

Chiodi: «conti a posto, ma anche qualità nell’assistenza»

Questa la sua proposta per indicare le Regioni benchmark

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ABRUZZO. «Non si tratta solo di far quadrare i conti, ma di costruire una sanità regionale di qualità. Questa la nostra mission come governatori e come commissari: un Bilancio senza debiti e la qualità delle prestazioni sono collegate».
E’ stata questa la proposta che ieri Gianni Chiodi ha lanciato nell’incontro tra le regioni convocate a Roma per definire quali realtà sanitarie italiane potevano essere scelte come “benchmark”, cioè come punto di riferimento per una valutazione comparativa del livello di efficienza assistenziale ed economica.
Al termine dell’incontro le Regioni scelte sono state tre: Veneto, Emilia Romagna ed Umbria, risultate le più votate tra le cinque indicate dal Ministero della salute. Fuori sono rimaste Lombardia e Marche, ma per accordi interni (la prima ha sponsorizzato il Veneto, la seconda ha preferito indicare l’Umbria).
Di fatto questa indicazione costringerà tutti a confrontarsi con i sistemi sanitari di queste tre regioni sia sui Lea (livelli essenziali di assistenza), sia sulle liste di attesa, sia sui costi dell’assistenza ospedaliera, farmaceutica ospedaliera e territoriale, sia sull’efficienza dei servizi sul territorio.
Una specie di anticipazione di quelli che saranno i costi standard, in vigore forse dai prossimi anni. Ed un’arma in più per Chiodi nella quotidiana lotta per ottenere dai manager Asl il rispetto delle direttive regionali e commissariali che spesso si perdono per strada. Ma anche uno strumento in più per i cittadini che potranno confrontarsi con i sistemi di quelle regioni, dove i Cup funzionano, le liste d’attesa non sono chilometriche, la qualità dell’assistenza ospedaliera (da quella alberghiera a quella sanitaria in senso stretto) è migliore e la sanità percepita (nelle zone interne come nei centri urbani) è soddisfacente.
L’importante è che Chiodi alle parole faccia seguire direttive precise, altrimenti siamo solo in campagna elettorale.

Sebastiano Calella