LA PROTESTA

Imprenditore occupa Provincia L’Aquila: «se non mi pagano responsabili di omicidio»

Nuova protesta di Massimo Tomeo

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Imprenditore occupa Provincia L’Aquila: «se non mi pagano responsabili di omicidio»

Massimo Tomeo




L’AQUILA. Come aveva annunciato ieri mattina, Massimo Tomeo, imprenditore di Vasto, ha passato la notte all'interno della sede della Provincia dell'Aquila, in via Monte Cagno.
L’uomo, così come aveva fatto dieci giorni fa, è tornato a minacciare di togliersi la vita se la stessa Provincia non pagherà la sua ditta edile che ha effettuato lavori in subappalto di messa in sicurezza per l'istituto per geometri "Morandi" di Sulmona.
Durante lo svolgimento dei lavori Tomeo assicura di aver informato la Provincia del mancato pagamento. «Ciò nonostante», ha raccontato, «è stata elusa l’obbligatoria funzione di controllo relativa ai fondi statali e alle norme che regolano i contratti di appalto e subappalto nella pubblica amministrazione».
Dopo le promesse di essere pagato, dice, nulla è cambiato, e lui è stato costretto a ricominciare la sua battaglia.
«Non so cosa faranno questa mattina - ha detto all'Agi l'imprenditore - Per tutta la notte sono stato in compagnia di tre agenti della polizia provinciale, rimarrò qui fino a quando non mi verrà recapitato il bonifico di 50 mila euro (i lavori svolti dall'imprenditore ammontano complessivamente a 120 mila euro che non sono stati pagati dalla ditta appaltante) come mi e' stato assicurato dalla Provincia».
Ieri l'imprenditore al momento dell'occupazione del corridoio antistante l'ufficio del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, aveva dichiarato che se non verrà pagato dall'Ente, «lo stesso si renderà colpevole di un omicidio».
Così la lotta continua.
Ieri Tomeo - si è appreso - ha anche incontrato il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, ma l'imprenditore ritiene le garanzie insufficienti e ha quindi deciso di rimanere.
In via precauzionale è stato disposto l'intervento di alcuni agenti della Polizia provinciale che sono però rimasti al piano terra per non turbare l'imprenditore.
Questa è l’ennesima protesta dell’uomo: dal 3 al 29 settembre aveva protestato con lo sciopero della fame sostando giorno e notte nel suo camioncino di fronte alla sede della Provincia; dal 10 ottobre aveva ripreso con lo sciopero della fame e della sete, successivamente interrotto.
La ditta dell’imprenditore è ferma dal febbraio 2012, a causa della inadempienza da parte della Provincia, racconta ancora Tomeo, che ha generato un’irregolarità nel DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), attestazione indispensabile per appalti e subappalti in lavori pubblici e privati.