LA PROTESTA

Sit-in del Ciapi all’assessorato regionale alla Formazione

Dipendenti senza stipendio da marzo, assessore Gatti assente

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Sit-in del Ciapi all’assessorato regionale alla Formazione

Paolo Gatti

 

 

ABRUZZO. Sit-in dei dipendenti Ciapi di fronte all’assessorato regionale alla Formazione in viale Bovio a Pescara.

La protesta è contro l’indifferenza della Regione - e dell’assessore Paolo Gatti in particolare - rispetto al destino di questa struttura che è di proprietà regionale, ma che sembra dimenticata da tutti e destinata a chiudere. L’ultima vicenda incomprensibile – «o comprensibilissima» secondo Francesco Verna, uno dei rappresentanti storici del personale – «è la farsa per la cassa integrazione. Si stanno divertendo alle nostre spalle e sulla nostra pelle con i soliti vizi burocratici, che forse nascondono un disegno ben definito. Siamo arrivati al punto che la Direzione regionale del lavoro, dopo due anni che approva la documentazione sulla cassa integrazione in deroga per i dipendenti Ciapi, ora solleva tanti ostacoli – spiega molto amareggiato – l’ultima trovata è quella di chiedere chiarimenti all’ufficio competente della Regione sulla natura giuridica del Ciapi e come mai questa associazione non è iscritta alla Camera di commercio».

 In effetti il funzionario ha scritto al Ciapi invitandolo a fornire i chiarimenti richiesti, come se questa struttura attiva da decenni fosse sconosciuta dopo tutte le sue peripezie sotto diverse Giunte regionali.

L’impressione dei dipendenti è che in questo modo si voglia perdere tempo per arrivare all’eutanasia del Ciapi che pure è di proprietà regionale. I guai sono iniziati proprio per le inadempienze della Regione che – ad esempio – non paga da un paio di anni la sua quota associativa.

«Eppure il socio maggioritario è la Regione, che al Ciapi ha sempre fatto e disfatto - chiarisce ancora Verna - aprendo e soprattutto chiudendo gli occhi sulle Amministrazione passate da lei create e mai controllate, nonostante anche la presenza dei revisori dei conti. Eppure sa bene quali sono i suoi obblighi di legge e le sentenze di Cassazione, ma noi continuiamo a pagare la totale assenza dell’assessore Gatti. Lo scopo principale del sit-in è di sensibilizzare l’opinione pubblica e di vedere l’assessore nostro referente. Gli ricordiamo che al Ciapi siamo senza salario dal mese di marzo 2013 e l’Inps non ci paga da giugno scorso».

s. c.