OPERE E PROTESTE

Snam, Consiglio regionale boccia il progetto. «Smentita clamorosa dell’operato di Chiodi»

I comitati cittadini: «il presidente ha avallato le scelte incredibili del Governo»

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SULMONA. Il Consiglio Regionale dell'Abruzzo, nella seduta di ieri, ha approvato alla unanimità una nuova risoluzione contro il progetto della Snam relativo al metanodotto "Rete Adriatica" e alla centrale di compressione da ubicare a Sulmona.
E' una risoluzione doppiamente importante perché ha come interlocutori diretti sia il Presidente della Regione Gianni Chiodi, che il Governo nazionale.
Con questo atto, che era stato sottoscritto da numerosi consiglieri regionali appartenenti a tutti i gruppi politici, si ribadisce unanimemente, la inequivocabile volontà della Regione di opporsi alla realizzazione di un'opera - metanodotto e centrale - che presenta «elevate criticità sia sotto il profilo del rischio sismico che per quanto attiene alla grande qualità ambientale delle aree attraversate>.
Constatata l'inerzia della Giunta regionale, il Consiglio impegna il Presidente Gianni Chiodi a trasmettere, senza ulteriori indugi al Governo nazionale, il parere contrario della Regione e quindi a negare l'intesa sull'opera, così come deciso con le due precedenti risoluzioni approvate il 18 ottobre 2011 e il 14 febbraio 2012.
Nella seconda parte, il Consiglio Regionale, si rivolge direttamente al Governo nazionale e chiede che si dia attuazione a quanto deciso con la risoluzione approvata con voti unanimi dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati il 26 ottobre 2011, risoluzione rimasta finora disattesa e con la quale la Commissione parlamentare, impegna il Governo a «disporre la modifica del tracciato ed escludere la fascia appenninica al fine di evitare sia gli alti costi ambientali che ne deriverebbero, sia l'elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico che metterebbe a dura prova la vulnerabilità del metanodotto». 

Ma il Consiglio Regionale non si ferma qui perché chiede al Governo nazionale di ritirare l'impugnazione alla legge regionale n. 14 del 2013 la quale prescrive studi dettagliati sulla sismicità del territorio prima della localizzazione di centrali di compressione a gas. Secondo il Governo nazionale tali studi sarebbero incostituzionali, ma il Consiglio Regionale, al contrario, ritiene che l'impugnazione governativa della legge sia «irragionevole» e «in aperto contrasto» con le normative nazionali e regionali «finalizzate alla riduzione del rischio sismico e quindi alla attuazione di una efficace politica di prevenzione».
Tra le varie leggi, il Consiglio cita anche la L.R. 11/08/ 2011 n. 28 che detta norme per la riduzione del rischio sismico e che, tra l'altro, prescrive che la Giunta regionale debba promuovere "indagini per la valutazione del rischio sismico finalizzate alla definizione di azioni di prevenzione sismica".
«La presa di posizione del Consiglio Regionale è una clamorosa smentita dell'operato del governatore Gianni Chiodi», contestano i Comitati cittadini per l’ambiente «il quale, non opponendosi all'impugnazione della legge, ha di fatto avallato l'incredibile tesi del Governo nazionale: una tesi, c'è da aggiungere, che Fabrizio Galadini, attuale responsabile dell'INGV dell'Aquila e uno dei maggiori esperti nel campo degli studi sismici, ha lapidariamente definito come "una sciocchezza, frutto di ignoranza intesa come incultura».
La risoluzione approvata ieri «è una chiara e coerente conferma della linea che il Consiglio Regionale ha sempre espresso sul problema, una linea che però il presidente Chiodi, dando prova di mancanza di rispetto del suo ruolo istituzionale», continua il Comitato, «ha sistematicamente ignorato e disatteso. Analogo comportamento è quello del Governo nazionale nei confronti del Parlamento. In un Paese democratico gli interessi di parte, rappresentati dalle grandi società multinazionali, non possono prevalere sull'interesse generale. Chiediamo che la volontà dei cittadini, che le Istituzioni elettive hanno fatto propria a tutti i livelli e che è in totale sintonia con l'interesse generale, venga rispettata»