PUNTI DI VISTA

La politica quando esonda fa più danni dei fiumi

Quando chi amministra impone e non ascolta i cittadini si fanno scelte sbagliate

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La politica quando esonda fa più danni dei fiumi


ABRUZZO. Cosa sta succedendo in Abruzzo? Vi siete accorti che in meno di 20 giorni vi sono state tre emergenze: la pioggia, la neve e poi di nuovo pioggia e l’emergenza fiumi? Vogliamo continuare ancora così per quanto tempo?
C’è da domandarsi perché accadono queste cose e per fortuna sono sempre meno quelli che continuano a passare l’informazione che “capita” “stiamo sotto il cielo”. Per fortuna la coscienza dei cittadini sta crescendo anche se a ritmo molto lento ma sempre di gran lunga superiore a quella dei loro eletti e si comincia a comprendere che l’opera dell’uomo sia la causa principale.
Non l’uomo qualunque ma quello che viene prescelto per la gestione della cosa pubblica e deputato alla selezione delle opere da affrontare.
Oggi siamo qui e parliamo di “cementificazione” come fosse una cosa da “ambientalisti” o “di sinistra” ma negli ultimi 40 anni e soprattutto nella Prima Repubblica, si è fatto scempio della natura e senza alcuno scrupolo o coscienza, per esempio, con i consorzi di bonifica che sembravano avere il primario obiettivo di spendere miliardi di vecchie lire. Come poi venivano impiegati i giganteschi fiumi di denaro non aveva importanza. Ed infatti praticamente tutti i fiumi abruzzesi sono stati cementificati e “arginati” per fare in modo che i terreni circostanti divenissero edificabili ed oggi edificati.
Nessuno si è posto il problema di come quelle opere siano state concepite, di quali danni avrebbero potuto creare. Si restringono gli argini e l’acqua non passa con la stessa facilità: in caso di piena sono guai.
Quei guai che abbiamo visto ieri eccezionalmente dopo la grande paura del 1992. Infondo qualcuno potrebbe dire che dopo 20 anni una emergenza ci può stare ma non è così.
Si è sempre solo pensato ad accontentare questo o quella lobbie o quell’amico finanziatore e si sono adattati progetti non in base alle esigenze del territorio o dell’interesse pubblico ma a quelli del desiderio dei privati amici del detentore del potere di turno.
Un attimo di riflessione può bastare per ricordare poche o tante opere pubbliche imposte al territorio contro le rimostranze dei residenti ma “volute dalla politica”.
Di disastri annunciati è piena l’Italia e l’Abruzzo eccelle in questa specialità.
A ben leggere e scovare si trova chi aveva preannunciato disastri ambientali e progetti sbagliati. Vengono alla mente quello del porto di Pescara e della diga foranea che ha di fatto tappato il fiume che in casi di piena non defluisce come dovrebbe. Di questo scempio oggi non ci sono responsabili e chi ha avuto ruoli ed è considerato tra i massimi luminari non ci sta ad ammettere semmai l’unico grande errore e cioè quello di non aver ascoltato chi aveva ragione imponendo quel progetto orribile che oggi ha bisogno di almeno 200mln di euro per essere “aggiustato”.
Ieri con lo sgombero del Megalò (chiuso anche oggi) il grande centro commerciale costruito in piena area di esondazione, così come mostrano le mappe della Regione, si è tornato a parlare di questa opera. Lo sgombero voluto dal sindaco Di Primio è stata forse una super precauzione visto che il fiume che è esondato mai avrebbe potuto superare i maxi argini di 11 metri di altezza costruiti proprio per difendere il centro commerciale. Eppure la costruzione di quel centro superò tutti i controlli tecnici e burocratici spinti dalla politica che aveva deciso che quella iniziativa privata doveva essere realizzata e proprio lì.
Altra opera realizzata con la superbia del potere che non ascolta chi è più in basso ma ha ragione ed oggi siamo a questo.
E’ vero la pioggia di ieri è stata eccezionale ma Porta Nuova a Pescara si allaga anche se fanno quattro gocce. 

Chi sa dice che lì un tempo c’era una palude e che i Borboni per bonificare costruirono dei canali che hanno sempre funzionato e scaricato l’acqua al mare. Poi sono arrivati i palazzi e gli “scienziati” moderni hanno pensato che quei canali si potessero chiudere. Ecco perché si allaga la zona dello Stadio.
I lavori per milioni di euro che devono ancora finire, secondo la giunta Mascia, risolveranno definitivamente i problemi, secondo altri, invece, il problema potrebbe rimanere con la beffa di aver speso altri soldi. Si vedrà chi avrà ragione.
E poi ci sono il Saline e l’Alento pure martoriati per anni da cemento e veleni. Nessuno si ricorda che sono siti speciali e che sulle rive dei due corsi d’acqua ci sono veleni mai bonificati? Dove sono finiti quei veleni oggi? Così si distrugge la natura salvo poi esporre fantastiche fotografie sui manifesti che invitano turisti a venire nel verde Abruzzo (anche se vogliono trivellare ovunque). 

C'è bisogno di riflettere  e di reagire affinchè non accada mai più che una donna debba annegare in un sottopasso con 3 metri di acqua. Bisogna reagire e capire che non è normale che i sottopassi si allaghino nemmeno se da queste parti si sono sempre allagati.

Meglio fermarsi qui senza però dimenticare le vergogne del terremoto de l'Aquila altra "calamità naturale" tutta colpa del caso...
La politica che straripa, esonda ed invade i campi dove dovrebbe essere rigorosamente assente, fa molti più danni dei fiumi e dell’allagamento che ieri ha paralizzato città e centinaia di migliaia di persone.
Chi pensa ai danni immensi creati alle piccole imprese che ieri sono state costrette a fermarsi e a fare i conti con il fango? Chi risarcisce i danni per i mancati guadagni? Chi paga le migliaia di auto infangate e bisognose di soldi per la manutenzione? Ai negozi, agli anziani, ai malati e al bene della città chi ci pensa?
Non è solo acqua quella che viene giù ma il fango che ricopre le responsabilità di chi senza scrupolo ha causato tutto questo uscendone per di più indenne e con qualche medaglia in più.
Anche così si affossa un Paese ed una economia.

a.b.