AMBIENTE

Parco della Costa teatina, dopo 12 anni c’è la perimetrazione

Estensione di 9 mila ettari contro i 15.300 inizialmente ipotizzati

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Parco della Costa teatina, dopo 12 anni c’è la perimetrazione




CHIETI. «Dopo 12 anni di attesa e gli ultimi quattro mesi di intenso lavoro, unitamente al Ministero dell’Ambiente, oggi abbiamo una perimetrazione ufficiale del futuro Parco della Costa Teatina».
Questa la notizia data dall’assessore regionale alle Politiche agricole Mauro Febbo durante la conferenza stampa svoltasi sabato mattina negli uffici regionali.
«Questa perimetrazione – spiega Febbo in veste anche di Coordinatore del tavolo per la costituzione del Parco - è frutto di diversi incontri svolti con i tecnici del Ministero, dopo aver ascoltato i portatori di interesse e tenendo conto della forte antropizzazione della costa teatina dove vi sono molte attività agricole, commerciali, industriali, artigianali e turistiche».
Il Parco così come concepito oggi è fortemente ridimensionato rispetto alla prima ipotesi sostenuta dalle Amministrazioni comunali: infatti l’estensione è poco meno di 9.000 ettari invece di 15.300 e comprende tutte le 11 riserve esistenti lungo la costa. «Con questa proposta e definizione di confini, dobbiamo evidenziare come viene definitivamente allontanata l’ipotesi di installazione di Ombrina2», ha sottolineato Febbo.
Adesso, invece, i singoli Comuni sono chiamati a tenere in considerazione la perimetrazione nei loro territori e nei loro piani regolatori ed esprimersi al fine di arrivare ad una soluzione condivisa.
«Voglio evidenziare», ha sottolineato l’assessore regionale, «che le varie ipotesi presentate dai Comuni, ad eccezione di San Vito Teatino, Torino di Sangro e Rocca San Giovanni che non sono riusciti a produrre un documento definitivo, rappresentavano percorsi impraticabili in quanto non tenevano conto di una logica territoriale che prevede la presenza di altre aree protette. In questa fase è importante lavorare alla zonizzazione che servirà a delimitare le diverse aree e permettere alle attività esistenti di continuare a lavorare e fare economia».
«E’ sospetto», commenta Camillo D’Amico, capogruppo del Pd alla Provincia di Chieti, «che l’annuncio sia stato fatto dal componente di giunta che, pur delegato allo scopo, ha sempre avuto un atteggiamento ostile verso la sua realizzazione, che non ha mai nascosto la sua personale contrarietà, anche ricorrendo ad innumerevoli adunanze di cittadini, agricoltori, cacciatori ed altro ancora pur di evitare una salutare analisi di merito».
«La cabina di regia da noi proposta», va avanti D’Amico, «servirebbe a fare chiarezza sui reali contenuti delle proposte d’insediamento oggi si palesano nel nostro territorio constarne tempi di realizzazione, livelli occupazionali e benefici finanziari, impatto ambientale; ciò servirebbe proprio per evitare speculazioni da qualsiasi parte esse provengano. Crediamo che la scommessa della costituzione del parco nazionale della “Costa Teatina” vada percorsa sino in fondo e senza esitazioni ma è necessario accelerare i tempi dell’infrastrutturazione, definirne la governance e l’avvio concreto. Nel frattempo si faccia una sana informazione di merito ai cittadini sulle potenzialità e gli, eventuali, aspetti negativi».