GIUSTIZIA AL RISPARMIO

Abruzzo. Referendum taglio tribunali, i cittadini voteranno la prossima estate

La prima settimana di dicembre tavolo di lavoro con le Regioni

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PALAZZO DI GIUSTIZIA





ABRUZZO. La prossima settimana, presso la sede della Regione Abruzzo a Roma, sarà convocato un tavolo di lavoro aperto ai delegati di tutte le Regioni italiane che hanno sottoscritto il referendum per l’abrogazione della legge che ha soppresso i tribunali cosiddetti ‘minori’.
Lo annunciano i Consiglieri regionali Emilio Nasuti e Gino Milano. Il Consiglio regionale dell’Abruzzo è stato il primo in Italia ad approvare la richiesta di referendum, per cancellare la riforma del Governo Monti che prevede la chiusura dei tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona.
Giovedì a Roma i 19 membri dell’Ufficio Centrale per i referendum della Corte di Cassazione, presieduto dal Giudice Corrado Carnevale, alla presenza dei rappresentanti delle Regioni, hanno sottoscritto il referendum e deciso il titolo del quesito che – presumibilmente la prossima estate – sarà sottoposto all’esame degli elettori.
I cittadini saranno chiamati a votare l’abrogazione della riforma Severino-Cancellieri, la cui entrata in vigore in Abruzzo è posticipata al 2015, a causa dei disagi legati al terremoto del 2009.
«Quello di giovedì– spiegano Nasuti e Milano – è un altro importante passo avanti in una battaglia che come Abruzzo abbiamo condiviso fin dall’inizio. Siamo convinti, infatti, che una simile riforma non possa essere decisa a tavolino a Roma, senza rendersi conto degli effetti concreti che poi si verificano sul territorio». Nasuti torna a sottolineare la situazione della provincia di Chieti.
«Ricordo – puntualizza – che quando si iniziò a parlare di questa riorganizzazione, mi rivolsi all’allora Presidente della Commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, prospettandogli, cartina geografica alla mano, la particolarità della provincia di Chieti, dove il capoluogo è l’ultimo Comune a nord, che dista da quello più a sud circa 150 chilometri, da percorrere spesso su strade tortuose e in condizioni di disagio, soprattutto nei mesi invernali. C’era poi la questione della zona industriale della Val di Sangro, che fa riferimento al tribunale di Lanciano, e quella di Vasto-San Salvo, che gravita su Vasto. Carichi di lavoro enormi per un tribunale come Chieti, che non ha neppure una sede adeguata».
La stessa situazione si registra in provincia dell’Aquila.
«Il tribunale di Avezzano – aggiunge Milano – ha una mole di cause a ruolo tra le più alte d’Abruzzo, ed è a servizio di un territorio vasto. E’ impensabile che possa essere accorpato a quello dell’Aquila, che già si trova a gestire tutta l’attività legata purtroppo al sisma di 4 anni fa. E lo stesso discorso vale per Sulmona, su cui gravita un bacino di utenza di un’area densamente popolata. Anche nella nostra provincia, inoltre, non si può non tener conto del fatto che la quasi totalità del territorio è rappresentato da zone montane, dove i collegamenti sono comunque disagevoli. Fattori che portano inevitabilmente a penalizzare il diritto dei cittadini alla giustizia».