DOPO LA NEVE

Abruzzo. Maltempo e danni all’agricoltura, «chiesto stato di calamità naturale»

Vigneti e produzioni orticole bruciati dalla neve

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Abruzzo. Maltempo e danni all’agricoltura, «chiesto stato di calamità naturale»




ABRUZZO. La Regione Abruzzo ha chiesto lo stato di calamità naturale a seguito delle nevicate dei giorni scorsi.
La vegetazione – ha spiegato la Coldiretti - non era affatto preparata a un repentino calo della temperatura, con molte piante che hanno ancora le foglie sulle quali si è accumulata la neve sotto il cui peso ci sono stati i cedimenti. Le forti nevicate che hanno investito l’Abruzzo hanno creato ingenti danni alle produzioni orticole ed in particolare alle piantagioni viticole, che non erano preparate al repentino calo della temperatura e non hanno retto al peso a causa della presenza del fogliame non ancora caduto. La neve – precisa la Coldiretti - ha abbattuto ettari di vigneto a tendone nel Pescarese e nel Teatino con danni incalcolabili.
«Posso assicurare», ha spiegato il presidente Gianni Chiodi, «che gli uffici della Regione stanno predisponendo tutte le attività necessarie per lo stato di calamità naturale ed arrivare in tempi brevissimi ad ottenere i fondi necessari per risollevare la situazione e risarcire i danni subiti».
«Il riconoscimento dello stato di calamità - ha commentato l'assessore all'agricoltura Mauro Febbo - ci permetterà, in base al decreto 102 del 2004 (interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole), di utilizzare i fondi del PSR (Programma di sviluppo rurale) 2007-2013. Stiamo già lavorando per far fronte a questi danni causati da una nevicata improvvisa e molto intensa che ha inferto un duro colpo al settore agricolo abruzzese ed abbiamo già individuato le risorse che potrebbero consentirci un aiuto consistente e tempestivo».