IL FATTO

La Protezione civile abruzzese "non è ufficiale" e senza il centro funzionale

Sul fronte delle emergenze la regione Abruzzo è carente ed in forte ritardo

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La Protezione civile abruzzese "non è ufficiale" e senza il centro funzionale

Il bollettino diramato dalla Regione




ABRUZZO. «Il Centro Funzionale d’Abruzzo non risulta ancora attivato, pertanto la previsione fornita non ha carattere di ufficialità».
E’ questa la frase che negli ultimi giorni ha contraddistinto la parte finale dei bollettini meteo diramati dal Dipartimento della Protezione civile abruzzese. Una frase quasi incomprensibile ed estremamente contraddittoria dal momento che i documenti sono stati rilanciati tramite il sito (ufficiale) della Regione Abruzzo e firmati dal dirigente preposto, Antonio Iovino, responsabile, si legge sotto la firma, di quel Centro funzionale… che però non c’è.
Che senso ha dunque quella dicitura che sembra volersi scrollare di dosso responsabilità? A che serve il bollettino meteo della protezione civile regionale? Viene inviato ai Comuni per esempio? Ma se il bollettino non è ufficiale che valore ha? In pratica i Couni devono o no seguire le indicazioni inserite nel bollettino?
In effetti però in Abruzzo il Centro funzionale non c’è ancora così come dovrà essere implementata la sala operativa della protezione civile regionale. La loro attivazione è obbligatoria entro il 1° gennaio 2014 e la Regione dovrà fare una vera e propria corsa per stare dentro con i tempi anche a causa di alcuni intoppi che hanno rallentato l’iter.
Già a dicembre dell’anno scorso, infatti, la giunta regionale ha approvato i profili professionali ed i requisiti di accesso per il reclutamento del personale a tempo determinato da impiegare al Centro funzionale (19 unità) e alla sala operativa regionale della protezione civile (13 unità) ma dopo un anno poco o nulla si è mosso.
A giugno la giunta regionale ha nominato le due commissioni esaminatrici ma ad ottobre è arrivato l’altolà della direzione Riforme Istituzionali che ha rilasciato «parere finanziario negativo» contestando la parte in cui si prevede il compenso per i dipendenti regionali nominati componenti delle commissioni.
I pareri negativi si rifanno all’applicazione del principio dell’onnicomprensività della retribuzione dei pubblici dipendenti ovvero l’impossibilità di remunerare il dipendente con compensi ulteriori per lo svolgimento che rientrano nell’emanazione dell’ufficio ricoperto.
Si è già tenuto anche un incontro chiarificatore tra i componenti della giunta, direttori e dirigenti coinvolti nella procedura. Alla fine si è deciso, per evitare un blocco delle attività delle commissioni esaminatrici (che rallenterebbero tutta l’attivazione del Centro entro il termine concesso del 1 gennaio 2014), di modificare le delibere in questione nella parte in cui si prevede un compenso extra per i dipendenti regionali.
E nel frattempo speriamo almeno non piova molto.