IL RETROSCENA

Abruzzo. La Regione sotto accusa per l’uso dei fondi della sanità

Dubbi del Tavolo di monitoraggio, ma poi si chiarisce tutto

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Assessorato alla sanità

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ABRUZZO. I fondi della sanità abruzzese utilizzati per altri settori di spesa? Al Tavolo romano di monitoraggio nei giorni scorsi si è materializzato all’improvviso lo spettro dei vecchi tempi, quando si accumulavano debiti e si stornavano i finanziamenti per altre attività, dalla legge omnibus, alle feste popolari ed alle manifestazioni. Continua l’andazzo? E’ stata questa l’impressione momentanea degli “esaminatori” romani, sempre molto attenti a cogliere momenti di defaillance nei conti della Regione Abruzzo.
Poi tutto è rientrato ed è stato chiarito, non senza qualche difficoltà. Infatti a riunione quasi terminata e quando tutto sembrava a posto, un’affermazione molto incauta (con il senno di poi) di un tecnico della delegazione che fa capo all’assessorato al Bilancio ha fatto nascere un serrato confronto sulla regolarità della gestione dei fondi di cassa. E’ stato proprio questo il momento di scontro anticipato da PrimaDaNoi.it che poi è stato definito un “qui pro quo” da uno  dei partecipanti.
 In pratica il Tavolo era ormai tranquillo e si era a fine riunione: tutto era ok, salvo le solite prescrizioni da chiarire entro pochi giorni. A questo punto è venuto fuori il problema della liquidità di cassa. Come sempre, la liquidità della Regione è tutta in un unico calderone, da cui si attinge per pagare le Asl, ma anche per altre spese da anticipare come ad esempio i Fondi europei, che poi rientrano appena arrivano. Tra l’altro le Asl in questo momento hanno ricevuto rimesse per oltre 600 mln e stanno pagando le fatture a 60-70 giorni.
Tant’è vero che i loro crediti verso la Regione non sono stati completamente saldati, proprio perché le Asl sono piene di soldi. Senza dire che a disposizione nella cassa della Regione ci sono anche fondi accantonati per vecchi contenziosi, che chissà se si pagheranno e comunque non subito.
Però in contemporanea, nel quotidiano che la Regione deve affrontare, ci sono spese urgenti che non possono essere differite. Ed allora si utilizzano questi fondi, salvo poi ricostituirli. Non si tratta cioè di stornare i fondi, anche se i burocrati romani ritengono che queste eccedenze di liquidità vanno tenute bloccate e non condividono che momentaneamente possano servire a pagare altro.
Alla fine si è chiarito tutto e l’esame sembra superato, anche se - come sempre - si tratta di leggere il verbale della riunione romana. Ma il dubbio nei controllori del Tavolo è restato?
«A Roma sono sempre sospettosi, forse troppo – commenta un addetto ai lavori, presente all’incontro romano - spesso i burocrati non si mettono nei panni di chi deve amministrare. Ma i conti abruzzesi sono a posto, anche per merito di chi lavora al Bilancio».

Sebastiano Calella