ENTI PUBBLICI

Abruzzo. Comunità montane: «decreto di scioglimento senza alcun programma»

D’Amico , Di Pangrazio e Ruffini (Pd) chiedono incontro urgente al presidente Anci

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2008

Giovanni D'Amico

Giovanni D'Amico



ABRUZZO. Le nuove disposizioni, approvate dal centrodestra, in materia di chiusura delle comunità montane e di presunto riassetto dei territori montani non convince tutti.
Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha firmato i decreti di scioglimento delle undici Comunità montane abruzzesi. In base alla legge regionale 1/2013, ora dovranno essere nominati i commissari liquidatori che, una volta in carica, avranno 60 giorni di tempo per predisporre il programma di liquidazione.
Secondo le stime della Regione si risparmieranno così cinque milioni di euro l’anno e ai commissari non spetterà alcun compenso.
Ma secondo i consiglieri regionali del Pd il documento è arrivato «senza che la Regione abbia definito un disegno di coesione istituzionale orientato alla costituzione delle Unioni dei Comuni».
Ad sostenerlo sono consiglieri del Pd Giovanni D’Amico, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Pangrazio componenti la seconda commissione permanente, che hanno inviato ieri richiesta di incontro urgente al presidente e ai componenti il direttivo dell’ Anci Abruzzo .
«Di fatto - spiegano - non si sono istituite le Unioni di Comuni, nell’impossibilità di conciliare le soglie previste dalla legge e la continuità e la gestione dei servizi, né è stato predisposto il piano di trasferimento e ripartizioni di funzioni alla Regione e alle Unioni dei Comuni Montani , né c’è indicazione per la ricollocazione del personale delle ex Comunità Montane».
Dunque come si procederà? Per gli esponenti della minoranza «appare evidente che il Decreto di nomina dei Commissari si cala nel vuoto della programmazione della politica regionale per lo sviluppo montano, che ha di fatto lasciato i Comuni in totale abbandono e sta determinando la frammentazione e la disgregazione istituzionale nelle aree montane».
Da qui la richiesta di incontro urgente che viene così motivata: «questo ci impone la richiesta di un incontro con il presidente e il direttivo dell’ANCI Abruzzo, per valutare tutte le possibili azioni volte ad evitare che il Decreto di nomina dei Commissari, che così cala nel vuoto della programmazione della politica regionale per lo sviluppo montano, lasci i Comuni in totale abbandono»