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Funerali del Pdl e battesimo di Forza Italia: i difficili equilibrismi abruzzesi

Si passa alla conta. Ma l’Abruzzo perderà ancora terreno o ci guadagnerà?

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Funerali del Pdl  e battesimo di Forza Italia: i difficili equilibrismi abruzzesi

Chiodi e Giuliante



ABRUZZO. Dopo lo strappo romano tra Alfano e Berlusconi (e salvo ulteriori colpi di scena notturni), questa mattina alla periferia dell’Impero – cioè in Abruzzo – si stanno valutando le conseguenze politiche della fine del Pdl e della (ri)nascita di Forza Italia.
Primo problema: il presidente Gianni Chiodi con chi sta?
Il secondo problema è la scelta del capogruppo Pdl, Lanfranco Venturoni, che tra l’altro è stato negli anni ’90 uno dei fondatori di Forza Italia in Abruzzo e che poi è stato fatto fuori anche in Regione dall’ala movimentista che si era impadronita del partito prima che confluisse nel Pdl.
Il terzo problema: se il centrodestra cambia pelle e diventa un cartello elettorale, la litigiosità al suo interno aumenterà o diminuirà?
Ci saranno nuovi leader di riferimento o tutto sarà gestito dalla linea “cerchiobottista” di Chiodi, finora risultata vincente nel centrodestra?
Ed in sostanza: l’Abruzzo ci guadagna o perde ancora terreno?
 Sono tante, forse troppe le domande che al momento non trovano risposte e che forse cominceranno a chiarirsi solo domani, quando all’Aquila ci sarà la prima convention della nuova Forza Italia con la presenza di Altero Matteoli, invitato dall’assessore Gianfranco Giuliante che da tempo predicava chiarezza all’interno del Pdl ormai rottamato.
Da quello che se ne sa, Giuliante ed altri fedelissimi di Berlusconi oggi si ritroveranno a Roma per partecipare al funerale del Pdl ed al battesimo di Forza Italia.
Con lui, in questa scelta pro-Silvio, ci saranno anche Giuseppe Tagliente, Ricardo Chiavaroli, Luca Ricciuti, Mauro Febbo, Emilio Iampieri e tutta l’ala che fa capo a Fabrizio Di Stefano.
Altri consiglieri regionali sono con l’Officina di Alessandra Petri e fratello, Chiodi ha con sè Mauro Di Dalmazio e Federica Carpineta ed a differenza di quello che si dice non ha aderito al gruppo dei falchi di Berlusconi: ha solo messo a disposizione la sua firma, facendo notare che si trova a governare una regione dove gli equilibrismi sono quasi più difficili di quelli romani, se si pensa che Filippo Piccone, dominus del Pdl, sta con Alfano e così Paolo Tancredi. La vera conta ci sarà però domani, quando Roma avrà deciso e all’Aquila si farà l’appello.

Sebastiano Calella