FONDI DELLA CULTURA

Abruzzo. Ora Chiodi vuole un nuovo regolamento per la gestione dei fondi della cultura

Nel giorno delle dimissioni dell’assessore De Fanis si chiede di cambiare le regole

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Abruzzo. Ora Chiodi vuole un nuovo regolamento per la gestione dei fondi della cultura





ABRUZZO. Ora c’è bisogno di un nuovo regolamento per la gestione dei fondi della cultura ma tutto era già stato fatto nel 2011 con «ottimi risultati» in termini di gestione e trasparenza almeno per la parte direttamente gestita dalla Presidenza della Regione.
Lo ha detto oggi il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, che non fa menzione delle dimissioni dell’assessore De Fanis né commenta quanto scritto nella lettera ma si affretta a richiedere alla dirigenza del settore Cultura un nuovo regolamento sul modello di quello già adottato proprio dal suo ufficio.

Dalla Regione comunicano soltanto che il Presidente ha deciso di riservare per sè le deleghe dopo le dimissioni dell'assessore: si tratta di competenze su Politiche culturali, veterinaria, sicurezza alimentare e prevenzione collettiva.
Alla direzione delle Politiche culturali Chiodi ha chiesto di predisporre «un provvedimento regolamentare per la gestione della legge 43 sul modello del disciplinare adottato dalla presidenza della Giunta regionale».
 Secondo quanto richiesto dal Presidente, l'ipotesi regolamentare della direzione Cultura dovrà poi essere calata in una delibera che passerà all'esame della Giunta regionale. In questo modo, ha chiarito il presidente Chiodi, «s'intende adottare le buone pratiche finora attuate dall'ufficio di presidenza della Giunta regionale nella gestione della 43» agli uffici dell'assessorato alla Promozione culturale e «proporre al Consiglio regionale una legge e un regolamento per uniformare tutto l'andamento della legge 43».
«Si tratta di un passaggio necessario - ha spiegato il presidente della Regione - che testimonia la volontà dell'amministrazione regionale di essere quanto più possibile trasparente nella gestione di provvedimenti che erogano contributi e soprattutto la volontà di stabilire, a garanzia dei richiedenti, un criterio di equità e valutazione valido per tutti».
 La presidenza della Giunta regionale, che secondo quanto stabilisce la legge 43 gestisce una parte dei fondi inseriti nella legge stessa (gli altri due beneficiari sono l'assessorato alla Cultura e il Consiglio regionale), ha adottato un disciplinare piuttosto rigido e preciso già dal 2011 con risultati positivi.
«Questo disciplinare - conclude Chiodi - ha garantito la necessaria trasparenza ma soprattutto ha uniformato i processi di valutazione all'interno di un criterio generale di meritocrazia e valenza dell'iniziativa culturale».