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Il premio Nobel Carlo Rubbia a L’Aquila: «scommette sulla ricerca e la tecnologia»

Inaugurato l’anno accademico del Gran Sasso Science Institute

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Il premio Nobel Carlo Rubbia a L’Aquila: «scommette sulla ricerca e la tecnologia»




L’AQUILA. Il Gran Sasso Science Institute (GSSI) ha inaugurato ieri il suo primo anno accademico, 2013-2014.
In occasione di questo evento, il premio Nobel per la Fisica e senatore a vita Carlo Rubbia, che è anche uno dei docenti del Gssi, ha tenuto la lectio magistralis “La scienza nel XXI° secolo”.
Questa è la nuova scuola di dottorato internazionale e centro di studi avanzati dell’Aquila, attivato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare come suo Centro Nazionale e finanziato dal Governo Italiano e dalla Regione Abruzzo.
La proposta formativa si articola in quattro percorsi: fisica delle astroparticelle, matematica nelle scienze naturali, sociali e della vita, informatica e studi urbani. I dottorati si svolgono congiuntamente con la SISSA di Trieste (fisica e matematica), la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (studi urbani) e l’IMT di Lucca (informatica).
«È una giornata magnifica: un progetto che sembrava un sogno diventa oggi realtà», ha commentato il direttore del Gssi, Eugenio Coccia.
«I nostri primi 36 allievi – spiega Coccia – sono stati selezionati a partire da 552 domande, sono dei giovani talenti arrivati dall’Italia e dall’estero per studiare e formarsi all’Aquila al GSSI, attratti anche dall’approccio interdisciplinare che abbiamo dato al nostro Istituto. È un segno straordinariamente positivo per la città e per il sistema di alta formazione in Italia»

«L’ITALIA SCOMMETTA SULLA RICERCA»
«L'Italia scommetta sulla ricerca e la tecnologia», ha esortato invece Rubbia, «perché soltanto così potrà affrontare la sfida globale della competitività sia a livello europeo, sia nel confronto con le economie emergenti, come quelle di Cina e Corea».
«Adesso L'Aquila diventa un centro capace di attrarre giovani ricercatori da tutta Italia e da tutto il mondo», ha osservato il presidente dell'Infn, Fernando Ferroni. Il Nobel, che ha confessato di sentirsi «una matricola» in Senato, è deciso a mettere la sua esperienza di ricercatore al servizio del Paese.
«Credo sia importante che scienza e cultura abbiano un ruolo nella politica, affollatissima alla presenza è una responsabilità che sento», ha detto. L'impegno civile della ricerca è stato anche il tema della sua lettura magistrale, in una cerimonia affollatissima, alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, del direttore del Gssi, Eugenio Coccia e del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. La spinta cruciale della ricerca per la ripresa economica è stata anche al centro del messaggio inviato dal presidente del Consiglio, Enrico Letta.
«Abbiamo tutti la responsabilità di dimostrare coi fatti che agganciare una ripresa duratura vuol dire anzitutto puntare su istruzione e ricerca», si rilevava nel messaggio. Dello stesso avviso Zanonato, per il quale «la ricerca è uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico", sul quale è necessario "dirottare risorse da altre direzioni».
E' un'attenzione che la ricerca merita, secondo Rubbia, in quanto scienza è destinata ad avere un ruolo sempre maggiore nella società: solo grazie alla ricerca, ha rilevato il Nobel, potranno essere messe a punto risposte a problemi globali, da quelli dell'energia ai cambiamenti climatici.