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Regione Abruzzo, l’assessore: «nemmeno un euro in più ai dirigenti»

Venerdì prossimo sciopero di 4 ore

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Regione Abruzzo, l’assessore: «nemmeno un euro in più ai dirigenti»

Carpineta




ABRUZZO. «La volontà politica è di non distribuire neanche un euro in più, rispetto all'anno precedente, ai dirigenti regionali».
Lo assicura l’assessore al Personale Federica Carpineta che risponde ai dubbi sollevati nei giorni scorsi da politica e sindacati.
Carpineta spiega che nelle precedenti riunioni del tavolo è già stata verbalizzata la sua richiesta di accantonare le eccedenze del fondo del risultato dei dirigenti e, quindi, di non distribuirla tra gli stessi, cosicché non ci sia alcun incremento delle somme destinate ai singoli dirigenti rispetto all'anno precedente. «Quel che c'è di più oggi c’è anche perché abbiamo ridotto del 35% il numero delle posizioni dirigenziali, cosa mai avvenuta prima», spiega Carpineta. «Poter utilizzare, in parte, quel risparmio per incrementare il fondo della retribuzione di produttività dei dipendenti regionali che hanno visto, al contrario, la propria retribuzione decurtata, è giusto, è opportuno ed è auspicabile».
Così nelle prossime ore, su proposta della maggioranza, verrà depositata in Consiglio Regionale una apposita legge per destinare al fondo accessorio dei dipendenti le eccedenze del fondo della dirigenza derivanti dai processi di riorganizzazione.
«Mi auguro vivamente», continua l’assessore, «che questo percorso legislativo possa raggiungere un esito positivo. Nel mentre, val la pena precisare che il fondo accessorio viene costruito secondo le regole del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro). Non è nella facoltà della Giunta Regionale né dell'assessore pro-tempore disdire il CCNL o modificarne gli effetti. Ma il tavolo di contrattazione con i sindacati può decidere sicuramente di accantonare l'eccedenza del fondo della dirigenza in attesa di verificare di poterne utilizzare una parte o tutta per i dipendenti del comparto».
L’assessore ricorda che dal 2008 a oggi la spesa per il personale è diminuita da 92 a 78 milioni di euro. «Abbiamo risparmiato 14 milioni di euro di pubblico denaro, grazie anche al blocco del turn-over e a altre scelte fatte con coraggio da noi, non ultima quella di non fare infornate di personale soprattutto in vista delle elezioni».
Carpineta spiega poi che dalla soppressione di Arssa, Aptr e Abruzzo Lavoro ad oggi, «nessun dipendente ha bivaccato o si è smarrito senza meta negli uffici regionali. Tutti sono assegnati alle Direzioni regionali con regolare contratto ed hanno lavorato al massimo delle possibilità, continuando così a fare il proprio dovere».

«COME SONO MIGLIORATI I SERVIZI DEI CITTADINI?»
«Da ciò che si intuisce dalle dichiarazioni fornite a mezzo stampa dato che l'assessore non convoca i sindacati e le Rsu dalla scorsa estate», commenta Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Fp Abruzzo, «la soppressione degli enti strumentali della Regione Abruzzo, avvenuta dal gennaio 2012, non ha comportato alcun risparmio di spesa. Sarebbe utile comprendere quali benefici si sono avuti in termini di miglioramento dei servizi ai cittadini ma a quanto pare viene spesso denunciata un peggioramento della qualità dei servizi offerti dall'Ente Regione. L'unico risparmio ottenuto, secondo quando affermato dall'assessore e che non ha alcun nesso di causalità con la riforma degli enti strumentali, sarebbe stata la riduzione del 35% del numero delle posizioni dirigenziali. A fronte di ciò, l'assessore dichiara che oggi verrà presentata dalla sua maggioranza un disegno di legge per destinare al fondo accessorio dei dipendenti le eccedenze del fondo della dirigenza derivanti dai processi di riorganizzazione attuati. Analoga proposta di legge, tra l'altro, è stata presentata nei giorni scorsi dal consigliere Acerbo e dunque la CGIL FP auspica che finalmente si apra una discussione seria sulla gestione del personale della Regione Abruzzo, che porti all'approvazione di una legge che valutando il merito, dia maggiore equità e che non faccia pagare sempre il conto al personale delle categorie più basse».
CGIL, CISL, UIL nazionali, hanno proclamato per venerdì prossimo uno sciopero per le ultime quattro ore di lavoro, per protestare, tra le altre cose, contro i tagli introdotti dalla Legge di Stabilità sul pubblico impiego e l'ulteriore blocco dei contratti scaduti dal 2009.
La prossima settimana verranno indette le assemblee del personale regionale per decidere le forme di mobilitazione da adottare.