LE CARTE

Arresto De Fanis: «io posso dare tutto, la dipendente regionale non capisce un caz..»

L’assessore e quella associazione culturale per incassare contributi pubblici

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Arresto De Fanis: «io posso dare tutto, la dipendente regionale non capisce un caz..»

De Fanis

 
ABRUZZO. Solitamente una amministrazione pubblica può essere molto lenta ad erogare i finanziamenti pubblici.
 C’è chi attende mesi, chi è costretto a rincorrere i responsabili del procedimento. Ma può anche accadere che sia addirittura l’assessore competente a scomodarsi in prima persona e a sollecitare il privato ad emettere subito la fattura «così domani te la paghiamo».
Ed è proprio questo che è accaduto il 10 giugno scorso quando l’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, arrestato ieri dalla Forestale con l’accusa di concussione, ha alzato il telefono per chiamare Andrea Mascitti.
Quest’ultimo aveva accettato (per finta, in quanto stava già collaborando con la Procura) di gonfiare la fattura dei costi vivi per un evento in occasione della Fiera del libro (a maggio scorso a Torino) per farci uscire anche una tangente per l’assessore tramite l’associazione Abruzzo Antico che secondo la Procura di Pescara rappresenta un vero e proprio braccio operativo di De Fanis.
«Un filtro», lo definisce il gip Mariacarla Sacco nell’ordinanza di custodia cautelare, attraverso cui far transitare le erogazioni dei contributi regionali per gli eventi culturali «con la assoluta complicità e consapevolezza» di Falone ‘prestanome’ e titolare dell’associazione.
 
«INVIAMI LA FATTURA»
 In realtà l’accordo tra De Fanis e Mascitti era un bluff, una intesa a senso unico perché l’imprenditore era già andato a denunciare tutto agli inquirenti. Ma l’assessore questo non lo sapeva. Pensava solo che il ritardo fosse da attribuire ad una lentezza di Mascitti «ma cussù è lento di natura Lucì, è lento di natura».
 
MASCITTI: Pronto?
DE FANIS: Andrea salve sono Gigi De Fanis
MASCITTI: ciao ciao assessò
DE FANIS: senti ci dovresti dare la fattura di Torino per cortesia, dobbiamo pagarla ...
MASCITTI: e siii io infatti guarda, l'ho preparata e stavo facendo la raccomandata andavo a fare la raccomandata adesso, che faccio ...la giro via mail?
DE FANIS: ma guardaaa no girala via mail, girala via mail
MASCITTI: aaa meno male ...
DE FANIS: e l'originale tienila tu, in modo che se poi ci occorre non ce l'abbiamo girala via mail che noi la possiamo stampare, va bene?
MASCITTI: perfettissimo a che indirizzo assessore a che indirizzo? a quelloo
DE F ANIS: eee lo sai quello di cultura?
MASCITTI: si si cultura oggi?
DE FANIS: ecc, cultura oggi va bene, ok?
MASCITTI: va bene!
DE FANIS: così noi domani mattina possiamo procedere!
MASCITTI: che meraviglia, guarda veramente io ..
DE FANIS: ok!

 
In realtà, sostengono gli inquirenti, prima Mascitti incassa i soldi, e prima la tangente verrà rigirata all’assessore.

MA DI CHI E’ L’ASSOCIAZIONE?
 Ma qualche mese prima del Festival di Torino la Procura ha intercettato una conversazione tra De Fanis e Ermanno Falone, rappresentante dell'associazione culturale AbruzzoAntico, durante la quale l’assessore dice all’interlocutore che dovrebbe preparare due lettere per Torino, poi aggiunge la frase «dovremmo fare», intendendo una cosa da fare insieme.
Per gli investigatori, insomma, De Fanis è pienamente coinvolto nella Associazione Culturale.
Falone per il gip è dunque a tutti gli effetti  un prestanome dell’assessore e risulta «dedito sistematicamente a concorrere con quest'ultimo nelle condotte illecite; tuttavia il Falone, ben potrebbe compiere anche autonomamente analoghi reati, portando ad ulteriori conseguenze delittuose quelli in itinere, con il collaudato sistema della associazione Abruzzo Antico attraverso la predisposizione di fatture "gonfiate" finalizzate ad ottenere finanziamenti per le attività culturali e concreto, allo stato, appare il pericolo di inquinamento probatorio, non apparendo il Falone occasionale complice, ma concorrente abituale del De Fanis».
«Emerge chiaramente», annota il gip, «dal contenuto delle conversazioni come Falone, legale rappresentante dell'associazione "Abruzzo Antico" sia di fatto un prestanome dell'assessore De Fanis e presti il suo ruolo consapevolmente sotto la direzione del De Fanis stesso».
  Falone da ieri ha l’obbligo di dimora nelle ore notturne ed è libero.
 
DE FANIS: «QUELLA DIPENDENTE REGIONALE NON CAPISCE UN CAZZO»
 Il 29 aprile sempre Ermanno Falone contatta De Fanis riferendogli che una dipendente della Regione lo ha chiamato per dirgli di cambiare gli importi della richiesta di contributo per la legge 43. L’assessore gli risponde «che quella non capisce un cazzo» e «io posso dare tutto».

 Falone:  «Una certa Sottini, Soldini, non so chi cavolo è questa qua  …Mi ha detto che dobbiamo cambiare lo schema di quella domandina che avevamo fatto con gli importi..  Hai capito perchè dice che praticamente più dice .... sta scritto qua tredicimila ma l'Assessorato rimborsa solo il cinquanta percento».
Luigi de Fanis : «Non ti preoccupare, lasciala la Cantalini non capisce un cazzo»
Ermanno Falone: «eh esatto»
Luigi de Fanis : «io posso dare tutto! lo posso dare tutto non ti preoccupare la chiamo io
domani»

 
Ma da marzo 2012, ricostruiscono gli investigatori, come previsto dal Regolamento di Attuazione e dal nuovo Disciplinare, la valutazione delle richieste e delle liquidazioni, in precedenza di competenza della Giunta Regionale, compete ora al Servizio della Direzione Parchi che, con apposita Determina Dirigenziale stabilisce i contributi da erogare in misura non superiore al 50% della spesa preventivata. Non è prevista, pertanto, la competenza del singolo assessore a deliberare i contributi in questione.

I PRIMI PROBLEMI
A maggio scorso la Procura di Pescara intercetta una conversazione tra l'assessore De Fanis e Marina Marino (non indagata), dirigente  della Ragioneria Generale della Regione Abruzzo. Marino è ferma e spiega all’assessore come stanno le cose:

MARINO: «fate come vi pare però sulla determina d'impegno di pagamento non mi potete  scrivere ‘ l'assessore ha detto di dare i soldi a tizio …»
 DE FANIS Luigi: no no vabbè… voglio dire
MARINO: cioè, perchè siccome oltretutto
DE FANIS: scriviamo, viste le richieste …
MARINO: oltretutto dentro la determina ci stanno le lettere dell'assessore che dice di dare i soldi a tizio oppure di darli a caio, io non le voglio neanche vedere (le lettere, ndr)

 Insomma Marino evidenzia a De Fanis il "modus operandi" corretto delle determine di assegnazione dei contributi regionali, evidenziando che l'assessore "vertice politico" non può più gestire autonomamente e liberamente l'erogazione dei contributi regionali. I contributi regionali del resto dovrebbero essere affidati attraverso criteri fissati nelle leggi, in maniera chiara e trasparente ed in base ad un lavoro attento di selezione dei progetti.
Dovrebbe.

Alessandra Lotti