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Abruzzo. Il Ministero dell’economia “impone” di pagare la Baraldi

Bocciata la direzione sanità che voleva tagliare il compenso

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Abruzzo. Il Ministero dell’economia “impone” di pagare la Baraldi

Maria Crocco




ABRUZZO. Il Ministero dell’Economia si è espresso sul quesito della direzione dell’assessorato regionale della sanità: va pagata o no l’Iva sul compenso di Giovanna Baraldi, ex sub commissario di Chiodi?
La risposta è stata inequivocabile: le fatture vanno pagate integralmente, senza le decurtazioni che erano state proposte e che avevano ritardato e di molto il saldo delle competenze maturate.

La notizia è filtrata con difficoltà e con un certo imbarazzo dalla Regione che ora dovrà liquidare il compenso appena sarà registrata la fattura, come conferma telefonicamente l’ex sub commissario che però non vuole aggiungere altro. Tanto meno vuole entrare nel merito del contenzioso che a quanto se ne sa è duplice: da una parte l’assessorato alla sanità diretto da Maria Crocco non voleva pagare l’Iva sul compenso, dall’altra chiedeva addirittura di decurtare prima del 10% e poi addirittura del 50% il compenso dovuto, appellandosi all’art. 15 di un decreto legislativo del luglio 2011.
Su questo aspetto il Ministero ha detto che sempre in questo decreto si specifica che ai sub commissari questa decurtazione non si applica, mentre l’Iva va pagata e basta. In realtà già dopo il primo anno di lavoro della Baraldi c’era stato il tentativo di non pagare l’Iva, tanto che Chiodi – pressato - inoltrò un quesito al Ministero che comunque obbligò a pagare l’Iva. 

Di nuovo dopo il secondo anno ci fu un tentativo analogo, accompagnato dalla richiesta di un taglio al compenso prima del 10% e poi del 50%. Insomma scintille tra Maria Crocco e Giovanna Baraldi, quasi un atteggiamento punitivo “di genere”, visto che il taglio non sembra sia stato applicato all’attuale sub commissario Giuseppe Zuccatelli, pagato senza storie. Il che rilancia tutte le voci che c’erano state al momento delle dimissioni del sub commissario: insomma si sarebbe trattato di un abbandono non più tanto misterioso, ma giunto al termine di un braccio di ferro in cui forse Giovanna Baraldi è stata lasciata sola in ostaggio della direzione sanità. Per sua fortuna il Ministero ha chiarito che il compenso va pagato senza tagli ed ha bacchettato le resistenze a riconoscere il lavoro svolto: «non è importante la somma, ma il principio – si limita a commentare l’ex sub commissario, ora all’Azienda ospedaliera di Cuneo – io ho vissuto due anni in Abruzzo e credo di aver dato qualcosa al risanamento della sanità non solo in termini di presenza, come sanno bene il presidente Chiodi e tutti quelli che hanno collaborato con me. Mi spiace di questa situazione che non ho creato io, ma non voglio commentare».
 Tra l’altro su questa disputa c’è stato anche un ricorso al Tar e dovrebbe essere attivo un contenzioso civile.
A Cuneo come si trova?
«Ci sono meno ostacoli e l’assistenza ospedaliera è molto qualificata: secondo il “Programma nazionale esiti” in alcune patologie l’Azienda ospedaliera S. Croce e Carle dove lavoro è il primo ospedale del Piemonte e la sua posizione in classifica è buonissima anche in campo nazionale. Tanto che l’università di Torino ha sottoscritto una convenzione che lo abilita a sede di tirocinio per i giovani medici – conclude l’ex sub commissario – però attraverso Primadanoi.it continuo a seguire anche la sanità abruzzese».
 
Sebastiano Calella