Abruzzo. Allarme Cisl, Cgil e Uil sulla gestione del SanStefar

Il timore è per una ricaduta negativa sui dipendenti

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Abruzzo. Allarme Cisl, Cgil e Uil sulla gestione del SanStefar




ABRUZZO. Allarme dei sindacati confederali, settore funzione pubblica, per le «stranezze» della nuova gestione del SanStefar, l’istituto di riabilitazione sopravvissuto ad Angelini ed all’esercizio provvisorio del fallimento, venduto due volte ed ora in crisi amministrativa e di identità.
Almeno stando alle denunce di Cgil, Cisl e Uil. Da una parte, infatti, il SanStefar prima ha firmato i contratti con la Regione accettando il taglio del 5% (mentre altri gestori stanno ancora trattando) poi contestualmente ha chiesto alla competente Direzione delle politiche del lavoro la cassa integrazione in deroga per tutti i dipendenti, motivando la richiesta proprio con il taglio subìto.
Poi «ha dichiarato la drastica riduzione delle prestazioni riabilitative agli utenti – scrivono i sindacati - non accettando più nuovi ingressi fino ad arrivare alla chiusura dei suoi centri dalla seconda metà di dicembre».

«E’ un comportamento contraddittorio – spiega Davide Farina, Cisl Fp, che ha sollevato il problema con Carmine Ranieri Fp Cgil e Domenico Rega Uil Fpl – forse sarebbe stato meglio non firmare e lottare con gli altri alla Regione. Il timore è che le conseguenze vanno a ricadere sugli operatori e sui malati, anche per gli oscuri movimenti societari di cui il sindacato non è stato informato».
 Il problema a cui si riferisce il sindacato nasce a meno di un anno dalla vendita del SanStefar da parte del Policlinico Abano Terme che lo aveva acquistato dal fallimento Villa Pini e che poi lo aveva girato ad una nuova gestione. Per contrasti interni la nuova proprietà non ha saputo normalizzare la gestione dei 16 centri abruzzesi, tanto che è stato emarginato il dottor Ercole Core, che aveva rilevato la società attraverso il Consorzio di cooperative Isosan e che era uno dei pochi ad avere esperienza delle difficoltà a gestire un centro riabilitativo.
L’attuale gestione invece «non ha pagato il premio di produttività previsto a luglio – sottolineano i sindacati che su questo aspetto hanno inoltrato una diffida - dichiara difficoltà per il pagamento degli stipendi di dicembre ed ha cambiato assetto societario».
 Isosan infatti è confluito in un altro consorzio di cooperative che ora si chiama Consorzio SanStefar Abruzzo, con un nuovo CdA (presidente Dora Di Santo, vicina alla Confcooperative, e amministratore delegato Leo Di Nicola), ma di questo non ha informato - come previsto – i sindacati e la Regione. Tanto che Cgil, Cisl e Uil si chiedono se è valido il vecchio contratto sottoscritto con la Regione e se è efficace la richiesta di cig inoltrata a nome della precedente gestione che non esiste più.
«Adesso vogliamo un confronto con i nuovi responsabili – conclude Farina – per chiarire tutti i contorni di questa storia che allarma molto i dipendenti».

Sebastiano Calella