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Ombrina Mare, quanto petrolio c’è? Medoil non lo sa ma dimezza le stime

D’Orsogna: «molta incertezza sulle quantità, nemmeno la multinazionale dà risposte certe»

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Ombrina Mare, quanto petrolio c’è? Medoil non lo sa ma dimezza le stime

Perforazioni in Abruzzo

ABRUZZO. Quanto petrolio c’è nei fondali di Ombrina Mare?
Su questo dato regna incertezza. Maria Rita D’Orsogna dalle pagine del suo blog richiama i dati forniti dalla ditta inglese ERC Equipoise Limited che mostra stime indipendenti di riserve petrolifere in giacimenti di idrocarburi non sfruttati.
«Il 18 ottobre», spiega la professoressa ortonese che vive in California, «la Medoilgas ha reso noto il declassamento delle riserve petrolifere contenute in Ombrina Mare, come stimato dalla ERC Equipoise, dimezzando le precedenti stime della Medoilgas stessa».
Si passerebbe da 40 milioni di barili di livello 2P a 20,7 milioni di barili di petrolio di livello inferiore, 2C.

«Nel 2010», ricorda D’Orsogna, «le stime fornite dalle Medoilgas erano di circa 12 milioni di barili di "proven reserves", cioe' di riserve di petrolio dalla presenza certa, che viene classificato sotto la sigla 1P. Sommando le "proven and probable reserves", cioe' le riserve dalla presenza certa e probabile, classificate sotto la sigla 2P, le stime aumentavano di 40 milioni di barili di petrolio.
Si passa adesso dalla categoria "riserve certe" 1P o 2P di petrolio, alla categoria "contingent resources" a livello 1C o 2C, e cioe' di risorse non piu' certe ma condizionate da eventi esterni, dalla minore capacita' di commercializzazione, ed in quantita' ridotte».
Le nuove stime sono di 8,7 milioni di barili di risorse condizionate "proved" sotto la classificazione 1C, che aumentano a 20,7 milioni di risorse "proved and probable" sotto la sigla 2C. 8,7 milioni di barili di petrolio rappresentano sei giorni di fabbisogno nazionale, 20,7 due settimane».

Ai suoi investitori, la Medoil annuncia che la possibilita' di estrarre petrolio e' condizionata dall'approvazione dei permessi ministeriali e dall'introduzione di migliori metodi per ottimizzare lo sviluppo del giacimento.

«Nei progetti iniziali per Ombrina, gia' nel 2008», continua D’Orsogna, «si parlava dell'uso di acidi durante le trivellazioni preliminari e del possibile uso di tecniche di fratturazione per stimolare la produzione di maggiori quantitativi di idrocarburi. La ERC Equipoise ricorda anche che c'e' molta incertezza nella distribuzione
delle risorse petrolifere in Adriatico e che Ombrina necessita di "ultieriori stime"».
«E' molto interessante», sottolinea la professoressa, «che dopo 5 anni dalle trivellazioni preliminari, la Medoilgas ancora non riesca nemmeno a stimare quanto petrolio sia presente nei fondali di Ombrina.
Questo episodio conferma ancora una volta come non ci sia da fidarsi di una sola parola dei petrolieri.
Ci auguriamo che la classe politica d'Abruzzo ed il governo centrale si rendano conto che con Ombrina Mare si corre il rischio di distruggere l'intero assetto naturalistico ed economico della costa teatina per qualcosa che neanche la Medoilgas e' in grado di stimare e che facciano tutto il possibile per evitare un nuovo scempio nei nostri mari».