L'APPUNTAMENTO

Abruzzo. La mafia a tavola, un giro d’affari da di 14 milioni di euro l’anno

A Pescara tavolo di vigilanza domani in Prefettura

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3797

Abruzzo. La mafia a tavola, un giro d’affari da di 14 milioni di euro l’anno




ABRUZZO. «La guardia deve rimanere alta se vogliamo evitare che finiscano sulle nostre tavole prodotti “taroccati” o addirittura pericolosi per nostra salute».
L’appello è stato lanciato dall’assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo. Giovedì è in programma presso la Prefettura di Pescara un tavolo di coordinamento delle attività di vigilanza e di controllo per avviare un percorso condiviso sui fattori di rischio del comparto agroalimentare.
Il cibo infatti sta diventando la nuova frontiera dell’arricchimento delle organizzazioni criminali che operano senza scrupoli a danno degli interessi nazionali in spregio alle vocazioni dei territori e di quegli operatori che ritengono la produzione di cibo sano e genuino una vera e propria missione. Si stima che il volume d’affari dell’agromafia sia quantificabile in circa 14 miliardi di euro (due anni fa la cifra era di circa 12 miliardi). Su oltre 1.700 aziende confiscate alle mafie oltre 90 erano attive in ambito agricolo e degli 11.238 beni confiscati, ben 2.500 erano terreni con destinazione agricola. Inoltre in Italia, il business legato all’imitazione e alla falsificazione dei prodotti italiani (con la conseguente introduzione sul mercato di prodotti di scarsissima qualità) genera un volume d’affari di oltre 60 miliardi di euro l’anno, e questo vuol dire danni ingenti alla nostra produzione agro-alimentare. Molto spesso si tratta di prodotti per i quali vengono meno anche le più elementari norme di sicurezza con l’obiettivo di essere sofisticati sino a raggiungere una minima somiglianza con quelli originali. Questo avviene in particolar modo per i prodotti lattiero-caseari, l’olio, i pomodori inscatolati, ma l’elenco tende costantemente ad allungarsi sempre di più.
«Di fronte a scenari così poco edificanti – commenta Febbo - è fondamentale l’impegno di tutti affinché quelle produzioni che in questi anni hanno regalato grande visibilità e riconoscibilità al made in Abruzzo restino tali non solo per il futuro delle nostre aziende, ma soprattutto per garantire la massima sicurezza ai consumatori».
Al tavolo istituzionale parteciperanno, oltre al prefetto e al questore di Pescara, anche la Regione Abruzzo, rappresentata proprio da Febbo, la Provincia di Pescara, i comandi provinciali di Carabinieri, Finanza, Forestale, Vigili del Fuoco, la Direzione Marittima, i Nas, l’Ausl, la Camera di Commercio, la sezione territoriale dell’Istituto Centrale repressione frodi del Ministero e il Servizio Veterinario e Sicurezza Alimentare.
«Questa riunione – spiega l’Assessore regionale, Mauro Febbo – arriva dopo l’incontro che si è tenuto il 9 ottobre scorso, nel corso del quale proprio la Regione Abruzzo è stata nominata a coordinare il tavolo tecnico per il territorio della Provincia di Pescara. L’obiettivo è quello di coinvolgere gli Enti e gli Organismi sono soggetti ad attività di controllo e di tutela a svolgere anche un importante ruolo di sensibilizzazione verso tutti gli operatori dell’agroalimentare al rispetto delle regole vigenti».