ACCUSE RECIPROCHE

Abruzzo. Legge ammazza-cani, Caporale: «quella proposta non è mia»

L’ex esponente dei Verdi annuncia querele: «tentativo di screditarmi»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1963

Abruzzo. Legge ammazza-cani, Caporale: «quella proposta non è mia»

Walter Caporale




ABRUZZO. «Sono in corso denunce per diffamazione verso chi ha voluto in maniera sistematica e certosina screditarmi sui mezzi d'informazione, tramite mail private nonché nei social network».

E’ furioso il consigliere regionale Walter Caporale (uscito dai Verdi a marzo scorso) dopo che nei giorni scorsi le associazioni Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Lav ed Enpa avevano contestato la proposta di legge sul randagismo «dei consiglieri Verì, Pietri, Chiavaroli e Caporale».
Gli animalisti hanno denunciato profili di illegittimità e contestato la possibilità di effettuare la soppressione eutanasica degli animali da affezione su richiesta del proprietario “e per fondati motivi di ordine sanitario e/o sociale”.
Ma Caporale si tira fuori e sostiene che quel testo lui non lo condivide affatto.
«Da anni subisco denunce, querele, condanne, minacce per azioni dirette nonviolente di salvataggio di animali», spiega Caporale, «per avere sempre avuto il coraggio di combattere in prima linea cacciatori-per anni, da solo, in Regione-, vivisettori, pellicciai, assassini di animali. In questi giorni tre associazioni milionarie hanno cercato di screditarmi utilizzando un mio tentativo di cambiare una legge regionale come una mia iniziativa».
Il consigliere ricorda che nel 2005, appena eletto alla regione Abruzzo ed essendo in maggioranza, «ho lavorato con tutte le Associazioni animaliste abruzzesi ed abbiamo presentato una Proposta di Legge che non fu mai approvata per le pressioni della Lobby dei veterinari pubblici. Nel 2009, rieletto ma all'opposizione del governo regionale di centrodestra, ho ripresentato la stessa Proposta di Legge, con alcune modifiche sopraggiunte su richiesta delle associazioni animaliste: la mia proposta non è stata mai discussa. Nelle scorse settimane il centrodestra regionale ha approvato una propria Proposta di Legge in Commissione, che il sottoscritto ha firmato solo con l'impegno e la promessa del centro-destra di migliorarla, tenendo anche conto del mio precedente Progetto di Legge. Lo scorso 15 ottobre la Proposta è invece arrivata senza alcuna modifica e senza che fossero state incontrate - dalla maggioranza, di cui non faccio parte - le associazioni animaliste».
La mattina stessa Caporale racconta di aver chiesto ed ottenuto, pena il ritiro della sua firma, che la Proposta fosse rinviata in Commissione e che la Presidente della Quinta Commissione ascoltasse le Associazioni animaliste regionali. «Purtroppo, le Associazioni regionali (Animalisti Italiani Onlus, Lav, Enpa, Lega del Cane) sono state incontrate, ma il testo non è stato riportato in Commissione - per apportare le modifiche necessarie -, ma al Consiglio Regionale di martedì 29 ottobre, nonostante le pressanti richieste sia del sottoscritto che del collega Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista».
Nei giorni scorsi il consigliere regionale ha chiesto di nuovo che il testo venga modificato.
Oggi la maggioranza di centro-destra (di cui Caporale non fa parte) si riunisce con i tecnici della Regione per discutere le proposte di modifica. «Il consigliere regionale, vegetariano, Ricardo Chiavaroli, di centrodestra», spiega Caporale, «parteciperà alla riunione e si impegnerà a fare accogliere le proposte animaliste. Naturalmente non è minimamente accettabile che si prevedano soppressioni di animali inselvatichiti, che si stabiliscano dimensioni minime per lo spazio per i cani nei canili, che non si prevedano tetti severi per il numero di cani eccetera eccetera. Ho confermato al centrodestra che se la Proposta di Legge non verrà modificata in senso animalista, martedì prossimo in Consiglio Regionale, insieme a Maurizio Acerbo, chiederò di nuovo di votare sulla proposta di rinvio in Commissione e insieme ci batteremo contro ogni eventuale tentativo di approvarla».