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Abruzzo. Un appalto inutile: il Cup regionale già esisteva

Era nell’accordo con le Poste sullo “sportello amico”

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Abruzzo. Un appalto inutile: il Cup regionale già esisteva

Il commissario Chiodi





ABRUZZO. Un Cup regionale esisteva già, era sicuramente più presente sul territorio e costava pochissimo, comunque molto, ma molto meno dei 60 mln dell’attuale appalto.
Era stato attivato dalla Giunta Chiodi almeno un mese prima del contestatissimo progetto, approvato a dicembre del 2011, e che partendo dall’istituzione del Corecup è arrivato all’attuale contestatissima aggiudicazione del servizio all’Ati Nike-Gesan. E siccome questo Cup già esistente e frutto di un accordo con Poste italiane era tra l’altro molto più capillare di quello attualmente nella bufera, visto che si appoggiava agli uffici postali, restano incomprensibili non solo la cancellazione, ma anche la mancata attuazione di questo accordo, deciso con delibera 798 della Giunta regionale, adottata il 21 novembre 2011.
Cioè un mese prima della delibera 930 del 23 dicembre che istituisce il Corecup per il «governo delle liste di attesa» e che è il punto di partenza dell’appalto da 60 mln la cui aggiudicazione è oggi all’esame del Tar. 


Ad essere ancora più precisi, risale al 2010 il protocollo di intesa a cui fa riferimento la delibera 798 che approva l’accordo-quadro tra Regione e Poste italiane per la stipula delle convenzioni con le Asl: si trattava di attivare “sportelli-amici” dove pagare il ticket e prenotare le visite.
E questo protocollo risale addirittura al 2008, quando il Ministero della Pubblica amministrazione chiese alle Poste di realizzare servizi avanzati per il cittadino per migliorare l’efficienza degli uffici pubblici, in questo caso sanitari. In forza di questo progetto complessivo, le Poste misero a disposizione gli sportelli già presenti capillarmente sul territorio, soprattutto la struttura dello “sportello amico”, in grado di offrire sotto casa al pensionato, alla casalinga, all’impiegato o al professionista la possibilità di prenotare le prestazioni, pagare il ticket e ritirare i referti a mezzo posta. Costo del servizio, per singola Asl, un contributo di 7.250 euro una tantum come “start-up” (cioè per l’attivazione) e poi un canone annuo di 5.000 euro più iva per la manutenzione.
Sempre per la precisione va aggiunto che le prestazioni per le prenotazioni erano quelle delle “prime visite”, cioè le più semplici, ma che sono quelle più richieste – come si legge nella convenzione approvata dalla Regione – e rappresentano l’80% delle agende gestite dai Cup provinciali. Il tutto per le Asl e la Regione senza aggravio di spese per il personale, senza acquisto di attrezzature, senza corsi di formazione da attivare e senza programmi informatici da realizzare. Cioè senza appalti milionari.

Sebastiano Calella