POLITICA

Commissione speciale sul sisma, D’Amico: «in 4 anni non si è mai riunita»

Il vice presidente del Consiglio: «per il centrodestra il sisma è solo una vetrina personale»

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Commissione speciale sul sisma, D’Amico: «in 4 anni non si è mai riunita»


ABRUZZO. «Egregio Presidente Pagano devo esprimerLe il più grande rammarico per il fatto che questa legislatura si stia chiudendo senza che il Consiglio regionale e la Commissione Speciale indetta per monitorare, nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009, il processo di ricostruzione abbiano mai avuto modo di occuparsi della ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni coinvolti nel terremoto del 2009».
Così inizia la lettera che il vice presidente Giovanni D’Amico ha inviato ieri al Presidente del Consiglio regionale ed ai Capigruppo.
La discussione di questi giorni relativa ai fondi stanzianti dal Governo per la ricostruzione ed alla loro insufficienza, il “pellegrinaggio” di due giorni fa a Roma dal presidente Chiodi con i soli rappresentanti della maggioranza di centro-destra, conferma, secondo D’Amico, «la volontà del Presidente della Regione di voler utilizzare il sisma abruzzese come vetrina personale e politica, fuori da ogni corretto processo istituzionale.

Sarebbe stato necessario – si legge nella nota - pur nella dialettica con il Sindaco dell’Aquila e con le altre autorità, che il Presidente formasse una delegazione rappresentativa dell’intera Regione, per incontrare il Governo nelle sue massime espressioni »
«La pantomima di ieri - dichiara in vice presidente D’Amico- mi impone di chiedere al presidente ed alla Conferenza dei Capigruppo di voler assumere la coerente decisione di far cessare subito l’esistenza della Commissione Speciale, essendo risultata del tutto inutile e non essendosi mai riunita. Appare evidente la più totale indifferenza del Governo regionale per l’Assemblea consiliare, per l’intera Commissione speciale e persino per il Consigliere Iampieri che la presiede. Sarebbe ridicolo pensare che essa possa nei prossimi sessanta giorni e fino alle elezioni svolgere un qualsiasi significativo ruolo. Dalla sua cessazione ne deriverebbe almeno una minima misura di risparmio».
«Ho scritto al presidente Pagano - dichiara in conclusione D’Amico - con grande rispetto per l’istituzione a cui appartengo, con la grande amarezza di essere il primo firmatario di una legge per la ricostruzione “ L’Aquila Capoluogo d’Abruzzo” mai discussa in sede istituzionale, ma forte del mio convincimento della necessità di processi ampiamente unitari per la ricostruzione , come ho ribadito nel corso della seduta straordinaria del Consiglio del 28 maggio 2013 ed anche all’atto della sottoscrizione con il Vice Presidente De Matteis della proposta di anticipazione per l’Aquila dei fondi già stanziati per l’Emilia Romagna.
Ho sempre pensato ed agito perché la ricostruzione diventasse un fattore di rinascita regionale e non solo locale. Purtroppo in questa legislatura – dichiara in conclusione D’Amico - dovremo rassegnarci all’atteggiamento strumentale e demagogico del Presidente Chiodi e della sua maggioranza, che hanno volutamente svuotato di ruolo il nostro, caro Presidente Pagano, Consiglio regionale».