PETROLIO A CASA NOSTRA

Abruzzo. Petrolio, Confindustria Chieti al Tar insieme alla Medoil

La Provincia di Teramo, invece, rinuncia alla costituzione nell’ambito di un’altra opposizione

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PIATTAFORMA




ABRUZZO. La giunta provinciale guidata da Catarra ha deciso martedì scorso di non fare ricorso al Tar , per chiedere l’annullamento di tutti gli atti relativi al permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi presentato da Gas Plus Italiana, Medoilgas e Petrorep Italia e denominato “Colle dei Nidi” ricadente in diversi comuni della provincia di Teramo e di Ascoli Piceno.
Si sono costituiti, invece, i Comuni di Bellante, Campli e Mosciano S. Angelo. Secondo Sel, Sinistra Ecologia e Libertà questa mossa della Provincia (non opporsi) mostrerebbe la «chiara volontà del centrodestra di favorire le società petrolifere. Contro queste decisioni che trasformeranno l'Abruzzo da Regione dei Parchi a Regione “nera” del petrolio, noi come Sinistra Ecologia e Libertà continueremo la nostra battaglia a tutti i livelli, insieme alle associazioni ambientaliste, per salvaguardare l'ambiente, nonchè i parchi e le riserve naturali che sono il nostro fiore all'occhiello per un sviluppo diverso della nostra Regione».
Intanto più a sud è ancora una volta Ombrina a far discutere.
Confindustria Chieti ha infatti deciso di partecipare “ad adiuvandum” al ricorso al Tar Lazio della Medoilgas Italia.
Nel provvedimento del Ministero dell'Ambiente impugnato è formulata richiesta dell'Aia relativamente al progetto, dopo che si è già esperita favorevolmente la procedura VIA, seppur non ancora firmato il relativo decreto ministeriale. «Tale richiesta», contesta Confindustria, «contraddice un precedente provvedimento dello stesso Ministero, che ne negava la necessità, e non è conforme quindi alla procedura fissata dalla norma. Confindustria Chieti ritiene gravissimo che in modo del tutto discrezionale vengano cambiate le regole procedurali in corso d'opera».
Col ricorso si vuole quindi «tutelare l'interesse non solo di Medoil ma di tutti gli imprenditori ad avere piena certezza dei tempi, delle procedure, dei propri diritti a fronte dei propri investimenti fatti nel pieno rispetto delle norme». «Se viene supinamente accettato il principio dell'incertezza o della disparità dei comportamenti della Pubblica Amministrazione saranno a rischio, in un momento di gravissima crisi generale, diversi possibili investimenti privati, pur realizzati conformemente alle più rigide norme tecniche e giuridiche», sostiene l’associazione.
«Specialmente in settori quali impianti di produzione di energia, gestione rifiuti, estrazione di minerali, infrastrutture, rischiano il blocco progetti rilevanti che invece potrebbero dare importanti risposte in termini di occupazione e di indotto». La decisione sulla sospensiva è attesa nelle prossime ore mentre per il merito i tempi saranno più lunghi.