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Ater Abruzzo, Di Paolo: «è tempo di un’azienda unica»

100 mila euro in arrivo dal Fonoservizi

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Ater Abruzzo, Di Paolo: «è tempo di un’azienda unica»

Di Paolo e Aloisi






ABRUZZO. Le Ater (Aziende Territoriali per l'Edilizia Residenziale) dell'Abruzzo hanno partecipato al bando nazionale emanato dalla Fonoservizi (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nei Servizi Pubblici), presentando uno specifico progetto formativo destinato al proprio personale dipendente e dedicato al miglioramento delle capacità di comunicazione e di rapporto con l'utenza.
Il progetto è stato presentato oggi, presso gli uffici regionali di Palazzo Silone, alla presenza dell'assessore ai lavori pubblici e politica della casa, Angelo Di Paolo, nonché degli amministratori unici e dirigenti delle Ater, del presidente e del segretario generale della Confservizi - Cispel Abruzzo, dei formatori del Consorzio Innopolis. A seguito di selezione nazionale sulle proposte presentate dalle diverse aziende italiane dei servizi pubblici, il progetto delle Ater abruzzesi è risultato fra quelli ammessi ed è quindi destinatario di specifico finanziamento da parte della Fonservizi: circa 100 mila euro. Commentando il successo dell'iniziativa, l'assessore Di Paolo ha detto «crediamo che sia motivo di legittima soddisfazione valorizzare il risultato raggiunto che segnala un ulteriore sforzo di attenzione e concretezza per il continuo miglioramento della attività delle Ater abruzzesi».
Di Paolo si è quindi soffermato sulla rivoluzione «culturale e sociale» che questa iniziativa comporta, in quanto si pone al centro dell'azione amministrativa il rapporto con l'utenza che rimane l'unico soggetto beneficiario di questi servizi. "Panta rei: tutto scorre", ha ricordato l'assessore regionale citando Talete, padre della filosofia greca «e la politica deve capire che la società e i bisogni della gente sono cambiati e pertanto essa dovrà adeguarsi a questa esigenza di cambiamento se non vuole rimanere nella logica degli interessi di parte».
In questa ottica, secondo Di Paolo, va anche interpretata l'esigenza «non più rinviabile» di costituire un'Ater unica: «la politica è lenta nel capire che i tempi e le cose mutano, ma bisogna parlare al futuro e pensare che non esistono più logiche di campanile».
«La politica è quell'arte che deve avere la capacità di capire e di interpretare i cambiamenti della società». «Questo nel passato non è sempre avvenuto e questi sono gli ostacoli che ho avuto all'interno della politica per far capire che c'è un forte bisogno di un vero cambiamento: e la costituzione di una Ater unica va proprio in direzione di questo cambiamento»