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Abruzzo. Riabilitazione, la grande incertezza sui tagli

La Cisl Fp si domanda se c’è un errore della Regione

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Abruzzo. Riabilitazione, la grande incertezza sui tagli





ABRUZZO. Tanto rumore per nulla sulla riabilitazione?
Se lo chiede la Cisl Fp che attraverso Davide Farina parla di dati “shoc” ed incomprensibili riportati sul Programma operativo 2013-2015. Dati che sarebbero in contrasto con i decreti 51 e 65 che prima avevano tagliato il budget delle strutture accreditate del 10% e poi lo avevano ridotto ad un taglio del 5%.
Il che era stato il frutto di una lunga contrattazione al tavolo regionale istituito dal sub commissario Giuseppe Zuccatelli dopo le proteste dei sindacati e dell’ospedalità privata.
«Intanto mi piacerebbe sapere che fine ha fatto questo tavolo che si doveva continuare a riunire, ma che per il momento è fermo – dichiara Farina – poi mi chiedo se la Regione è consapevole che le cifre riportate nel Programma operativo siano state ben calcolate. Cioè – ad esempio – se prima si dice che la riabilitazione abruzzese è sovradimensionata e poi si scopre che sono previsti oltre 7 mln per la mobilità passiva in questo settore, c’è qualcosa che non quadra. Così come per la spesa complessiva che sembra stabile e senza tagli. Fateci capire». 

La regione, interpellata, ha motivato il ritardo della convocazione del tavolo di trattativa con una normale pausa dovuta ad altri impegni, ma ha assicurato che a breve ci sarà una nuova convocazione. Quanto alle cifre di cui parla la Cisl Fp, è scattato subito un controllo presso l’assessorato al Bilancio per verificare se quello che sostiene il sindacato corrisponde o no ai tagli previsti.
Comunque a breve ci sarà una risposta su entrambi i problemi sollevati. Quello che però non quadra in tutta la vicenda sembrerebbe un altro aspetto: è vero che la spending review imponeva il taglio dello 0,5% (poi lievitato in Abruzzo al 9,9%), ma secondo il sindacato i settori da “alleggerire” erano solo quello ospedaliero e della diagnostica. Cioè la riabilitazione doveva rimanere indenne da questo taglio selvaggio e lineare. Come dire che applicare il 10 o il 5% di taglio potrebbe essere solo una libera interpretazione dell’Ufficio del commissario. Se così fosse - ma se ne saprà di più nei prossimi giorni - una marcia indietro sui tagli ridarebbe fiato alle speranze per evitare di perdere altri posti di lavoro.

Sebastiano Calella