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Concorso ufficio stampa alla Regione Abruzzo, diffida dei sindacati: «procedura illegittima»

Dubbi sul bando per un posto da dirigente

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Concorso ufficio stampa alla Regione Abruzzo, diffida dei sindacati: «procedura illegittima»




ABRUZZO. Il Sindacato Direr contesta l’avviso di selezione per un posto di “Dirigente della Struttura Speciale di Supporto Stampa e Comunicazione” alla Regione.
Nei giorni scorsi in Consiglio Giuseppe Tagliente (Pdl) ha espresso delle perplessità che sono, in parte anche quelle del sindacato che parla di «alcuni vizi che potrebbero inficiare il buon andamento delle procedure concorsuali» e per questo ne chiede l’immediata sospensione.
Nello specifico si segnala l’articolo 2 del bando, «che pare contrastare», dice il Direr, «con l’art.19 della L.R. 77/99 laddove sono previste due distinte procedure concorsuali per l’accesso alla dirigenza alle quali possono partecipare rispettivamente da una parte i dipendenti di pubbliche amministrazioni, dall’altra i soggetti semplicemente laureati o dipendenti di strutture private che abbiamo svolto funzioni dirigenziali. Orbene la selezione di cui in oggetto unifica indistintamente le due procedure in un unico concorso cui possono congiuntamente partecipare dipendenti pubblici e privati».
Sempre l’articolo 2 del bando equipara le funzioni dirigenziali a quelle svolte dal Capo Servizio nell’ambito del contratto nazionale di lavoro dei giornalisti. A giudizio del sindacato il dirigente di Struttura Speciale è una figura apicale e come tale «non può essere riconducibile al semplice Capo Sevizio che sopra di sé, secondo il contratto dei giornalisti, ha ben tre qualifiche: vice caporedattore, capo redattore, direttore responsabile».
Ultimo motivo di presunta «illegittimità» del bando è la mancata conclusione del procedimento di mobilità di cui all’art. 34 bis del D.Lgs. n. 165/2001. «Questo articolo», si spiega, «prevede espressamente che le Amministrazioni possono procedere all’avvio della procedura concorsuale solo per le posizioni per le quali non sia intervenuta l’assegnazione di personale in mobilità. Trattasi pertanto di una condizione di procedibilità necessaria che deve realizzarsi prima dell’avvio della procedura selettiva». Il Consiglio Regionale ha, invece, avviato la selezione in oggetto senza che sia stato completato l’iter di mobilità; tanto che ne dà espressa menzione nell’art. 12 del bando dove riconduce l’espletamento della mobilità ad una semplice riserva collegata alla possibilità di non procedere alla copertura del posto.
Per tutti questi motivi il sindacato diffida l’amministrazione regionale a sospendere l’avviso «con riserva di ogni ulteriore iniziativa anche in sede legale a tutela della categoria».